Zoro fa i complimenti al Cav: è stato il più bravo. A sinistra il vecchio antiberlusconismo non tira più

“Berlusconi è stato il più bravo di tutti”. Il complimento non viene da un esponente del Pdl ma da Diego Bianchi, in arte Zoro, famoso per i video nei quali fustigava la sinistra e ora conduttore del programma Gazebo su Raitre. Intervistato da Lettera43 sfata alcuni luoghi comuni sia sul leader del Pdl sia sul suo seguito. Nelle piazze berlusconiane, ammette, c’è gente vera. E tutta la retorica sulle comparse pagate per fare numero? Zoro non la segue e nel suo distacco da un Pd ancora avvolto nell’antiberlusconismo vecchia maniera si nota una crescente insofferenza verso una sinistra che non fa la sinistra e pretende però di vincere perché sarebbe “migliore”. Una sinistra che in campo non mette né proposte né volti davvero nuovi e si rifugia dietro la denigrazione dell’avversario. Che questa sia una tendenza diffusa nel Pd, di cui anche Diego Bianchi è in qualche modo espressione, lo dimostra anche il movimento occupyPd che non è rivolto verso il Berlusconi demonizzato ma contro l’incapacità del partito di rinnovarsi e di fare politica. Del resto bastava ascoltare gli interventi dei giovani deputati come Valentina Paris all’assemblea del Pd che ha eletto Guglielmo Epifani per notare che nelle giovani leve qualcosa sta cambiando: e non è che tutti sposino acriticamente le tesi di Matteo Renzi. Del “renzismo” recuperano semmai l’aspetto del rinnovamento interno. Ciò che si sta facendo strada è un’altra tesi, molto semplice ma ancora non metabolizzata dall’intero partito: l’antiberlusconismo ha fatto il suo tempo. La sinistra ha fatto di questa avversione un’ideologia, comprendente diversi elementi: l’odio verso i ricchi, l’idea di una superiorità culturale su chi non vota a sinistra, il randello dell’etica contro la disinvoltura morale di Berlusconi. Ingredienti con i quali però non riesce a vincere, perché la politica richiede visioni strategiche, la demonizzazione   non è sufficiente. Può risultare appagante per lo “zoccolo duro” ma alla lunga si rivela un boomerang con un personaggio popolare come Zoro che comincia (e non sarà l’ultimo caso) a dire la verità. Berlusconi “non è uno statista ma è capace di ottenere i risultati che vuole, il Pd invece…”.