Vite spericolate sul web. I giovani “malati” di Internet sono quelli che coltivano vizi e trasgressioni

Internet come uno Tsunami nella vita degli adolescenti. I ragazzi che “navigano” più di 3 ore al giorno, infatti, hanno stili di vita di gran lunga peggiori rispetto ai loro coetanei: mangiano peggio, bevono e fumano di più e leggono meno. Il dato emerge dall’Osservatorio della Società italiana di pediatria (Sip) su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani”, che indaga annualmente su un campione nazionale di 2.000 adolescenti che frequentano la terza media (12-14 anni). A tracciare un quadro tutt’altro che tranquillizzante circa le conseguenze che un uso eccessivo della rete può determinare sui più giovani, sono gli esperti in occasione del 69/mo Congresso nazionale Sip apertosi a Bologna. Gli adolescenti che navigano su Internet per più di 3 ore al giorno (21,3% del totale) hanno infatti abitudini alimentari peggiori, sono più inclini al rischio, fumano e bevono di più, hanno un rendimento scolastico inferiore e comportamenti sessuali più “adultizzati”. I numeri lo dimostrano: se, ad esempio, va bene a scuola il 52,6% del campione di teen-ager considerato, la percentuale scende al 36,5% tra i ragazzi che navigano in rete più di 3 ore al dì. Ancora: dichiara di fare “cose rischiose” il 24% del campione, ma la cifra sale al 40% tra gli “over 3 ore in rete”; così, se nel campione generale fuma il 32%, si è ubriacato il 16% e non fa sport il 17%, tali percentuali salgono rispettivamente al 52%, 31% e 30% tra i giovani che stanno più di 3 ore in rete, passati dall’8,6% nel 2008 al 21,3% nel 2012. Per non parlare di Facebook, pressoché inesistente tra gli adolescenti nel 2008 e sul quale oggi ha un proprio profilo circa l’80%. Ma c’é un altro dato che preoccupa: «La fruizione sempre più massiccia di Internet e, quindi, la sempre maggiore conoscenza dello strumento – commenta Maurizio Tucci, curatore delle indagini SIP e Presidente della Associazione Laboratorio Adolescenza – invece di indurre i giovani ad atteggiamenti più prudenti, li spinge a essere sempre più trasgressivi». Qualche esempio? Tra i ragazzi che usano di più la rete, il 27% ha messo in rete proprie foto osé (contro l’11% del campione generale), il 25% ha dato il proprio numero di telefono ad uno sconosciuto (contro il 16%), il 15% ha fatto sesso virtuale con sconosciuti (contro il 5%) e il 21% s’è incontrato con persone contattate in rete (contro il 12%).