Una donna ha sfidato gli attentatori che «volevano cominciare una guerra a Londra»

«Vogliamo cominciare una guerra a Londra stasera». Queste le parole di uno dei due terroristi che hanno brutalmente aggredito e ucciso un soldato britannico mercoledì pomeriggio nel sud est di Londra. A raccontarle, in esclusiva al “Daily Telegraph”, Ingrid Loyau-Kennett, 48 anni, capo scout e madre di due bambini, la quale, visto il soldato a terra, è scesa di corsa dall’autobus sul quale viaggiava e ha affrontato i terroristi: «Gli ho chiesto cosa voleva e lui: “L’ho ucciso perché ha ucciso tanti musulmani in Afghanistan”». È stato in quel momento che la signora ha visto le armi, un coltello e un revolver. «Non era drogato, non era ubriaco, era solo emozionato, sconvolto – ha riferito – Gli ho detto “ora avete contro un sacco di gente, che volete fare?” e lui ha risposto “vorrei restare e combattere”». La donna si è quindi rivolta al secondo attentatore e gli ha domandato di consegnarle le armi: «Ho pensato che era meglio che fossero puntate verso una persona come me piuttosto che verso chiunque altro, in un momento in cui i bambini cominciavano ad uscire da scuola».
Il primo ministro britannico David Cameron ha immediatamente convocato una riunione del comitato “Cobra”, ovvero il comitato di emergenza composto da responsabili della sicurezza e membri del governo, per fare il punto sugli sviluppi dell’agghiacciante atto di violenza che viene trattato come un atto terroristico. Il premier ha anticipato il rientro a Londra da Parigi dove si trovava per un incontro bilaterale con il presidente francese Francois Hollande. E proprio in conferenza stampa all’Eliseo Cameron ha affermato che «ci sono forti indicazioni che sia un atto legato al terrorismo». Fonti investigative citate dall’agenzia “Reuters” hanno confermato il verosimile legame con la Nigeria dei due sospetti responsabili della feroce aggressione, legami che sarebbero comunque emersi sulla base delle prime risultanze delle indagini e dell’esame delle immagini video in cui compaiono i due sospetti attentatori, uno dei quali scandisce minacce e slogan islamici. In precedenza la stessa voce era circolata su Twitter, dove un presunto conoscente aveva individuato uno dei due killer come Michael Adeboloja, giovane di origine nigeriana trapiantato a Londra e che avrebbe cambiato il suo nome in “Mujahid” dopo essersi convertito dal cristianesimo all’Islam. Si è appreso infine che il terribile atto di violenza ha scatenato rappresaglie nella notte. Due uomini sono stati arrestati dalla polizia britannica per due distinti tentativi di attacco in altrettante moschee. Uno dei due fermati, 43 anni, avrebbe cercato d’appiccare un incendio dopo essere entrato in una moschea con in mano un coltello in Essex. L’altro pare volesse danneggiare una moschea nel Kent.