Tra Mps e manette, il Pd vacilla a Siena. Centrodestra al ballottaggio con Neri: «Così espugnerò la roccaforte rossa»

Lo scandalo Mps e la commistione politica-finanza hanno avuto un primo eclatante effetto: per la prima volta, dopo vent’anni, il Pd  traballa a Siena, sua storica roccaforte, e va al ballottaggio per l’elezione del sindaco. «È il primo passo significativo verso la vittoria». Eugenio Neri, espressione del Pdl e appoggiato dalle liste civiche Moderati di Centrodestra, Fratelli di Siena,  Siena Rinasce e Nero su Bianco non nasconde la sua soddisfazione per un risultato che bolla come “storico”. Col suo pacchetto di voti (6.809) e il 23,37 per cento dei consensi, tra quindici giorni il cardiochirurgo sfiderà il candidato del centrosinistra Bruno Valentini (sostenuto da Partito democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Siena Cambia e Riformisti) che ha ottenuto il 39,54% dei consensi (11.520 voti). «Per il Pd – dice – la prima sconfitta è proprio questo ballottaggio, dopo che nelle dichiarazioni della vigilia si erano detti fiduciosi in una vittoria al proprio turno». L’ultima volta in cui la sinistra è andata al ballottaggio risale al 1993 quando si sfidarono il democristiano Vittorio Carnesecchi e Pierluigi Piccini del Pds che poi uscì vincitore. Ma il ballottaggio di adesso ha un significato particolare: «Rappresenta la sfiducia dei senesi a una classe dirigente che ha effettuato scelte scellerate».

Quale sarà il tema centrale in questo secondo round?

Sicuramente la Banca. La città è stata vittima di una cattiva politica e di una cattiva amministrazione che hanno utilizzato una grande ricchezza più che per costruire, per mantenere il consenso.

Come si intrecciavano i rapporti tra politica ed Mps?

Guidare una città di sessantamila significava controllare uno dei maggiori gruppi finanziari italiani. Ma ora con la scusa di questo cattivo localismo si vuole portare il gruppo Mps lontano da Siena, spezzando così un legame secolare che lega la città e il suo territorio alla banca.

Quali sarebbero le conseguenze per Siena?

Disastrose. E noi le abbiamo contrastate sin dal primo momento della campagna elettorale. Ci fregiamo di essere  gli unici ad aver difeso sin dalla prima ora un concetto di senesità che mira a salvaguardare lavoro e prosperità mantenendo la banca a Siena.

Lei è sostenuto da un drappello di liste civiche  di centrodestra.

Non solo. La coalizione è formata da un ventaglio ampio di anime di Siena che vanno dal centrodestra alla sinistra. C’è la lista Moderati di Centrodestra-Sena Civitas, ci sono i “Fratelli” di Siena, c’è la lista civica “Nero su Bianco” con esponenti del Pd e infine “Siena Rinasce” con componenti di sinistra, cattolici e radicali.

Pensa di fare degli apparentamenti?

Assolutamente no, tanto meno con poteri politico-finanziari come il Pd locale che è un partito in franchising. Questo ballottaggio rappresenta è un’occasione storica per tutta la città di Siena e, soprattutto, un’occasione preziosa per coloro i quali vorranno uscire dall’apatia e dal distacco per cambiare finalmente pagina.