Sigaretta elettronica, il governo precisa: la tassa per ora è solo un’ipotesi

Vero o elettronico, il vizio del fumo potrebbe non sfuggire agli occhi del fisco. Farà discutere, infatti, se arriverà, la tassa sulle sigarette elettroniche che sarebbe in fase di studio. La misura non è una proposta del governo ma solo una delle ipotesi all’esame del Parlamento, tengono a precisare fonti vicine alla presidenza della commissione Bilancio della Camera. Secondo tali voci, se non c’è la dimostrazione empirica, che solo il Ministero della Salute può dare, che la quantità di nicotina presente nelle sigarette elettroniche è assimilabile a quelle normali e sul fatto che l’uso della sigaretta elettronica non può essere terapeutico, non ci sarà alcun intervento. Attualmente sull’acquisto delle ricariche per le sigarette elettroniche viene pagata l’Iva mentre non si applica l’accisa prevista invece per il tabacco e i prodotti da fumo. La nuova “accisa” sarebbe contenuta in un emendamento all’interno del decreto legge sui debiti della Pubblica amministrazione. Il provvedimento, che scade ai primi di giugno e deve ancora passare all’esame del Senato, è atteso domani a Montecitorio. Intanto infuriano le polemiche. «Se si deciderà di tassare le sigarette elettroniche bisognerà però anche pensare ad una seria regolamentazione del settore», altrimenti «continueremo ad assistere all’arrivo di container dalla Cina con la contestuale apertura di esercizi non controllati», afferma in una intervista al Mattino Filippo Riccio, uno dei fondatori della “Smooke”, la prima in Europa ad aprire un punto vendita di sigarette elettroniche, in Italia con 270 negozi e migliaia di dipendenti. Il settore si aspettava un intervento sulle accise, perché «il ragionamento segue il filo in base al quale se i tabaccai pagano l’accise sul tabacco lo stesso deve valere anche per noi che utilizziamo comunque nicotina nel liquido». E in un momento in cui l’Italia ha più che mai «bisogno di fare cassa rapidamente, quale migliore occasione per una tassa nuova di zecca su un prodotto che sta andando come un treno?». Il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta a margine dei lavori della commissione Bilancio risponde con un «penso di no» a chi gli chiede lumi sull’ipotesi del nuovo balzello. Commenta altresì che «chi cancella una copertura, deve trovarne un’altra».