Roma, botte e insulti a bambini: arrestate due maestre “incastrate” dalle telecamere

Asilo dell’orrore a Roma: maltrattamenti e percosse a bimbi d’asilo di tre-quattro anni. Con quest’accusa una maestra e la coordinatrice della scuola pubblica per l’infanzia San Romano, nel quartiere Portonaccio della Capitale, sono state arrestate dagli agenti del commissariato San Basilio, diretti da Adriano Lauro. Sono diversi i comportamenti violenti e denigratori nei confronti dei bimbi, tra questi c’è la storia di un piccolo colpevole di essersi fatto la pipì nei pantaloni e per questo costretto dalla maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere stato minacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire con la faccia. Non solo, le umiliazioni verbali della maestra dell’asilo riguardavano anche bambini portatori di disagi e difficoltà psicoinfantili, che venivano apostrofati come “scemo”, “zozzo” o “bastardo”. Secondo l’ordinanza di arresto, sono stati tanti gli eventi in cui la maestra è ricorsa alla violenza per ottenere l’obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. Alcuni bimbi, solitamente i più grandi, sarebbero stati incitati alla violenza e alla denigrazione nei confronti degli altri. La frase tipo usata dalla maestra sarebbe stata: “Vai da lui e schiaffeggialo”.  A segnalare per primi gli episodi sono stati alcuni colleghi delle arrestate e alcuni genitori dei bimbi. Le due donne sono state incastrate dalle telecamere. Dopo aver ascoltato i testimoni, gli inquirenti avevano disposto un’attività d’indagine tecnica, con telecamere installate in aula, che hanno fornito riscontri oggettivi sugli indizi di colpevolezza. Dalle indagini è anche emerso che, nonostante la maestra fosse stata più volte criticata e ripresa anche dalle sue colleghe per i suoi “metodi educativi”, continuava nei suoi comportamenti perché sarebbe stata coperta dalla direttrice. Nel corso del tempo, il personale scolastico, docenti e non, che denunciava i comportamenti dell’insegnante alla direttrice in alcuni casi sarebbe stato anche emarginato dall’ambiente. La direttrice, infatti, avrebbe cercato di mettere tutto a tacere senza prendere alcun provvedimento e avrebbe fatto ricorso anche a forme di intimidazioni e ritorsioni nei confronti di chi accusava la maestra. Ora le due donne sono agli arresti domiciliari. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore di Roma Eugenio Albamonte sono state lunghe e laboriose. Una volta emersa la situazione il pm ha chiesto i domiciliari per difendere i minori sottoposti al rischio evidente della reiterazione da parte della maestra. La misura cautelare è stata accordata dal gip di Roma Elvira Tamburelli.