Rcs, la Santanché conferma l’offerta per i periodici. I giornalisti di “A”: «Mai espresso pregiudiziali su di lei»

C’è un piccolo giallo sull’offerta che Daniela Santanché ha presentato per acquisire la gestione dei periodici Rcs, su cui giornalisti del gruppo avrebbero espresso pregiudiziali “politiche”. Secondo il Wall Street Italia, la parlamentare del Pdl ha proposto al gruppo Rizzoli-Corriere della Sera un piano industriale per salvare i periodici che il gruppo ha intenzione di chiudere: l’obiettivo è quello di tutelare il posto di lavoro di 90 giornalisti e quello di 22 di poligrafici con  la garanzia – fornita dalla Santanché assieme all’ex marito, Canio Giovanni Mazzaro, socio di Flavio Briatore e azionista di riferimento di Bioera – di tenere in vita per almeno 24 mesi le riviste in crisi, da “A” ad Astra, Brava Casa, Europeo, Max, Novella 2000, Ok Salute, Visto, Yacht&Sail e il polo dell’enigmistica. Raggiunta telefonicamente dal Secolo d’Italia, la Santanché ha confermato l’esistenza dell’operazione, tutta incentrata sulla raccolta pubblicitaria e il rilancio delle testate, ma non è voluta entrare nel merito dei dettagli e tantomeno commentare il presunto “veto” posto dai redattori contro di lei. Secondo il quotidiano finanziario, infatti, dai giornalisti di “A” sarebbe arrivata la pregiudiziale politico-ideologica: «Mi sento in difficoltà  solo a immaginare che Rcs si sieda a un tavolo con Santanché per vendere dei giornali del gruppo, anche importanti, a una società pubblicitaria che lavora anche per il Giornale», è la voce di un membro del Cdr di “A” riportata dal Wall Street. Tutto falso, secondo i diretti interessati. «I giornalisti di “A” non solo non sono a conoscenza di alcun piano di salvataggio – spiega Andrea Greco, fiduciario di redazione – ma non si sono mai espressi contro nessuna operazione, tantomeno quella della Santanché. Quindi alla parlamentare del Pdl non diciamo né sì né no, è che non ne abbiamo mai parlato, visto che non sappiamo nulla di questo piano. Non capisco come siano uscite fuori quelle dichiarazioni , visto che da noi esiste solo la figura del fiduciario. E se ha parlato qualcuno del Cdr del gruppo Periodici, non lo ha fatto certo riportando la nostra posizione».