Palma eletto presidente della Commissione Giustizia, nonostante la farsa del Pd. I montiani: «Noi leali, altri no»

La telenovela è finita, Nitto Palma è stato eletto presidente della Commissione Giustizia del Senato senza i voti del Pd, che ha così portato fino in fondo la sua ipocrita operazione di tradimento del patto con il Pdl per non deludere i suoi elettori giustizialisti, che vedevano nell’ex ministro il garante di chissà quali leggi ad personam per il Cavaliere. È finita che alla quarta votazione Nitto Palma ha ottenuto tredici voti, incassando il sì leale di Scelta civica ma non quello del Pd (8 schede bianche), mentre al grillino Mario Michele Giarrusso sono andati quattro voti. L’elezione è stata salutata da un applauso del Pdl ma a Palazzo Chigi i bene informati sostengono che il primo a festeggiare sia stato Enrico Letta, che dopo la trappola tesa ieri dal Pd a Palma temeva ripercussioni politiche sul governo.

Tra i sì c’era anche quello degli autonomisti altoatesini: «A noi quest’accordo non è piaciuto, ma io penso che gli accordi vadano rispettati. E quindi ho votato a favore di Nitto Palma!, ha detto il senatore di Svp, Karl Zeller, che ha espresso la stessa tesi dei montiani, anch’essi scandalizzati per il metodo del Pd: «Quello a cui abbiamo assistito con la votazione sulla presidenza Nitto Palma in commissione Giustizia è davvero il teatrino della vecchia politica.», si sfoga il capogruppo di Scelta civica al Senato, Gianluca Susta: «Abbiamo già espresso la nostra insoddisfazione a Zanda, Letta e Franceschini. Non ci si comporta così».

Dopo aver eletto presidente Francesco Nitto Palma, i componenti della Commissione Giustizia del Senato, hanno eletto anche i vice presidenti: Maurizio Buccarella del Movimento 5 Stelle e Felice Casson del Pd.