Nozze gay, dibattito nel Pdl: Bondi: «Larghe intese sui diritti». Lo scetticismo di Gasparri

Mentre a Parigi si infiamma il fronte popolare anti-nozze gay, si dibatte anche da noi sul fronte dei diritti, un fronte che non è più appannaggio della retorica di sinistra. Il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, batte la carica invitando il centrodestra a «non lasciare alla sinistra l’affermazione di diritti sui quali la maggioranza dell’opinione pubblica è favorevole. Se questa è la legislatura della pacificazione, argomenta- e del superamento degli steccati ideologici, anche sulle questioni bioetiche e sui diritti civili si possono trovare convergenze significative fra i diversi schieramenti sulla base di soluzioni ragionevoli e di buon senso». Intervistato da Repubblica, Bondi dice sì alla proposta di Nichi Vendola per le larghe intese sui diritti civili. «In molti Paesi europei, fra cui la Germania e la Gran Bretagna, vengono riconosciuti ed estesi alla coppie stabili omosessuali alcuni diritti civili che già valgono per la famiglia», osserva. «Sul matrimonio civile per le coppie omosessuali, la politica, soprattutto in Italia, tiene conto dell’orientamento prevalente dell’opinione pubblica, e quindi procede realisticamente per tappe», rileva Bondi. «Ma come dimostra la decisione del presidente degli Stati Uniti, di fede cristiana, non è uno scandalo, anche per un credente come me, ritenere coraggioso e giusto quel traguardo finale anche per l’Italia». La parola chiave è, naturalmente, equilibrio. Infatti sul tema si era espresso nel corso della trasmissione Che tempo che fa anche il segretario e vicepremier Angelino Alfano con parole di civiltà, di ragionevolezza, di buon senso. «Se c’è da irrobustire le tutele per le coppie dello stesso sesso siamo pronti ad entrare nel merito», ha detto, «ma non si tocchi la famiglia». Aveva poi aggiunto: «Abbiamo grande rispetto per l’affettività di chiunque e siamo pronti a definire rapporti di solidarietà tra persone dello stesso sesso ma per noi la famiglia è quella tra uomo e donna». Nel Pdl il dibattito è franco e aperto. E c’è chi invita a posizioni di equilibrio senza inseguire per forza dei trend, come il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: «Francamente non capisco la tendenza a discriminare chi non si associa all’ondata qualunquista a sostegno delle unioni gay», afferma stigmatizzando «la pretestuosità di argomenti relativi a diritti negati, quando le norme consentono, invece, ampia tutela a ogni tipo di convivenza».