Niente comizi per il Cav: i delinquenti festeggiano, ma la sinistra ha ben poco da ridere

Alla fine Silvio Berlusconi ha deciso di annullare tutti i comizi elettorali, ad eccezione di quello a sostegno di Gianni Alemanno a Roma. Le violenze di Brescia hanno lasciato il segno, sono una ferita ancora aperta, meglio non offrire altre occasioni ai centri sociali per alzare la tensione. Il ragionamento – dal punto di vista teorico – non fa una piega, essere responsabili in politica significa anche saper rinunciare, specie se in ballo c’è l’incolumità della tua gente, di chi va alle manifestazioni per ascoltare e applaudire, senza munirsi di spranghe, catene e mattoni. Ma c’è qualcosa difficile da digerire, perché in questo modo i bravi ragazzi dei centri sociali, quei delinquentelli che sanno solo usare violenza e provocare scontri, ottengono il loro trofeo di guerra, un po’ come la bandiera del Pdl bruciata a Brescia con i “compagni” tutt’intorno a festeggiare con tanto di foto-ricordo. Solo in Italia può accadere che il leader di un grande partito, che supera i dieci milioni di voti, nel pieno della campagna elettorale è costretto a cancellare i comizi perché gruppi di violenti si presentano puntuali all’appuntamento per appiccare il fuoco, magari dopo aver preso a calci e pugni un militante “colpevole” di andare ad ascoltare il demonio. Ma la colpa non è solo dei centri sociali, che ora stanno brindando. La colpa è di chi, come la Boldrini, gira la testa dall’altra parte quando le si chiede di condannare le provocazioni rosse; di chi, come molti del Pd, accecati dall’odio non hanno la forza di essere solidali con l’avversario politico, persino quando gli gettano una statuetta sul volto mandandolo all’ospedale (sul web giravano filmati che incredibilmente sostenevano che era stata una messinscena); di chi, come Zanda, torna a parlare di ineleggibilità del Cav scatenando l’inferno; di chi, come Grillo, inveisce e offende (anche all’ultimo comizio ha insultato «il nano che va sul palco e ce l’ha con questo e ce l’ha con quello»). A una certa sinistra e ai Cinque Stelle non interessa la verità, ma la verità di comodo. Il paradosso è che per anni si sono riempiti la bocca con la parola democrazia, di cui forse non hanno capito bene il significato. Ma non s’illudano: i centri sociali rimarranno isolati – non potrebbe essere altrimenti – e loro non beccheranno uno straccio di voto. Perché gli italiani non sono ingenui.