Napolitano ricorda D’Antona e invoca subito misure per l’occupazione

La “crisi angosciante e drammatica” che vive l’Italia “impone alle Istituzioni, alle forze sociali e alle imprese la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l’occupazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese”. Lo scrive Giorgio Napolitano in un messaggio in occasione dell’anniversario dell’uccisione di Massimo D’Antona.

Un messaggio che riporta l’attenzione sul tema dell’occupazione proprio nel giorno in cui il ministro del Lavoro Enrico Giovannini annuncia a Repubblica che il governo da qui a  giugno si concentrerà “sul piano giovani”. Prima di definire nel dettaglio il pacchetto giovani, il governo ha deciso di sentire le parti sociali: “E’ un incontro per ascoltare e per ragionare insieme. Non una trattativa”, ripete il ministro del Lavoro. Giovannini, scrive Repubblica, insiste nel parlare di “manutenzione”, non di una nuova riforma della legge Fornero. Intende muoversi nel solco della legge ’92, monitorando gli effetti della legge, come questa stessa prevede. ”Ci sono interventi costosi, altri no. E per quelli che costano bisognerà aspettare le conclusioni del Consiglio europeo di giugno”, spiega Giovannini. Tra i secondi ci sono le correzioni ai contratti a termine, con l’ipotesi di tornare ai vecchi intervalli sulla quale il governo è favorevole. C’è poi “l’idea”, come continua a dire Giovannini, della staffetta anziani-giovani sul posto di lavoro. Ma è un’idea che costa perché il lavoratore anziano andrebbe in part time e per non perdere i contributi pieni avrebbe bisogno di una integrazione da parte dello Stato.

Ricordando Massimo D’Antona il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, ha condiviso l’esortazione del capo dello Stato: “Come sempre – ha detto – il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non manca occasione per esprimere parole dure e appropriate sulla drammaticità della crisi che si traduce in una disoccupazione allarmante sia per i giovani sia per gli over 50. Ci auguriamo di poter avviare con il ministro Enrico Giovannini un lavoro proficuo per il bene della nazione mirato a modificare gli aspetti negativi della riforma Fornero attraverso un vero spirito di coesione tra le parti sociali e le istituzioni”. Di una riforma della legge Fornero ha parlato anche Guglielmo Epifani, segretario del Pd: “Sul piano del lavoro siamo agli annunci, ma certo bisogna mettere mano alla riforma Fornero perché ci sono cose che non vanno e, al di là delle intenzioni, ha finito per accentuare la precarietà”.