Terrorismo, Napolitano censura gli “eccessi verbali pericolosi” e ricorda anche i fratelli Mattei

«Ai fratelli Mattei spetta di diritto di entrare nell’album doloroso delle vittime del terrorismo, senza nessuna parzialità e ghettizzazione». Parole importanti quelle di Giorgio Napolitano nella Giornata della Memoria delle vittime del terrorismo. Parole necessarie, vista l’incapacità di una parte della sinistra, nostalgica e aggrappata all’odio ideologico, a catalogare nel triste elenco delle vittime della violenza politica la strage di Primavalle, nella quale vengono bruciati vivi Virgilio e Stefano, figli di Mario all’epoca segreteria della sezione missina del quartiere. Parole scandite nell’aula di Palazzo Madama in occasione del 35° anniversario dalla morte di Aldo Moro. Il corpo dello statista democristiano fu ritrova senza vita nel bagagliaio di una Renault 4 il 9 maggio del 1978  in via Caetani. «Bisogna fermare la violenza prima che si trasformi in eversione. In questo momento non possiamo essere tranquilli davanti a esternazioni anche solo sul piano verbale o sul piano della propaganda politica», ha proseguito il capo dello Stato dopo aver deposto una corona di fiori davanti alla targa che ricorda il sacrificio di Moro e della sua scorta per mano delle Brigate Rosse. È chiaro il riferimento anche all’attualità nel discorso in Senato per celebrare la Giornata della memoria delle vittime del terrorismo, la cui data è «caduta sull’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro perché quella decisione spietata, che portò dopo 54 giorni di prigionia all’uccisione del presidente della Dc, ha rappresentato un momento di condivisa presa di coscienza da parte dello Stato», ha detto Pietro Grasso, «quello Stato che, purtroppo, solo allora, capì che la reazione non poteva più tardare». Alla cerimonia a via Caetani erano presenti i presidenti delle Camere, il sindaco Alemanno e il presidente della Regione Lazio Zingaretti. Nel corso della cerimonia  nell’aula del Senato hanno portato la loro testimonianza Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Giovanni Ricci, figlio dell’Appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, autista di Aldo Moro, e Gianpaolo Mattei fratello delle vittime del rogo di Primavalle. Da siciliano, il presidente del Senato su twitter ha voluto ricordare l’anniversario di un’altra scomparsa. «Peppino Impastato aveva 30 anni, un coraggio da leone, e lo ammazzarono». Il giovane è stato ucciso dalla mafia lo stesso giorno di Aldo Moro.