Mps, è giallo sul fuggi-fuggi dei giudici. Gasparri: nessuno insabbi la vicenda

Acque agitate al tribunale di Siena dove è aperta l’inchiesta sullo scandalo Mps. È giallo sulle richieste dei giudici, quella che sembra sia diventato un fuggi-fuggi, con dichiarazioni contrastanti. All’indomani della lettera inviata dal presidente del tribunale Stefano Benini al Csm  (con la quale chiedeva rinforzi per evitare “fughe”) è arrivata la smentita del gip Ugo Bellini che si sta occupando del fascicolo. «Non ho chiesto di essere sollevato dall’inchiesta Mps – ha detto Bellini –  casomai ho richiesto un aiuto affinché potessi essere sollevato almeno temporaneamente da tutti gli altri incombenti che mi sono stati assegnati tabellarmente specie nel settore civile e nel campo fallimentare». Rispondendo al presidente del tribunale che nella sua lettera al Csm lo citava spiegando che quasi quotidianamente gli chiedeva di sollevarlo dall’incarico, Bellini ha precisato: «Non ho mai avuto paura né ho mai manifestato a colleghi timori di non essere all’altezza delle mie funzioni di gip nell’inchiesta Mps». Una situazione che Maurizio Gasparri ha definito “inquietante”. «A causa della mole di lavoro – ha detto il vicepresidente del Senato –  data la complessità dell’inchiesta sul Monte Paschi, il presidente del tribunale ha chiesto rinforzi. Addirittura il gip che si occupa del caso avrebbe pregato di essere sollevato dalla funzione per la gravosità dell’incarico. I dubbi sui reali motivi di queste lagnanze sono legittimi». Gasparri ha ricordato come «la condizione dei nostri tribunali sotto il profilo degli organici è tale per cui immaginare un incremento di forze è molto difficile». «E questo a Siena – ha osservato ancora – lo sanno bene. Non vorremmo quindi che i giudici avessero messo le mani avanti per giustificare la lentezza con la quale si sta procedendo nel far luce sugli scandali finanziari della sinistra. Un tentativo – si è chiesto Gasparri – di insabbiare la vicenda? Ci auguriamo di no. Sarebbe gravissimo se le cose stessero in questi termini. E se soprattutto, per non avere a che fare con un’inchiesta tanto scottante, si preferisse essere sollevati dall’incarico».