Marino continua a farsi propaganda sulla pelle dei disabili. Stavolta tocca ai non vedenti

La recita è bell’e pronta. Va a un incontro con i ragazzi non vedenti e per caso mostra il suo programma elettorale in braille, la scrittura per ciechi. E ne fa uno spot elettorale di pessimo gusto. Ignazio Marino, il genovese candidato sindaco di Roma del Pd, scivola ancora nel pessimo gusto. Ma andiamo con ordine, perché la caduta di stile si capisce solo coi fatti. Il chirurgo aspirante primo cittadino ha incontrato nel suo comitato elettorale l’Unione Italiana Ciechi e ha presentato loro il programma dal titolo “Le mie proposte per Roma in braille”. Poi l’ha sbandierato e ha dato in pasto alla stampa la domanda: «Alemanno ce l’ha il programma elettorale in braille?», col suo sorrisetto da primo della classe. Immediata la reazione del Comitato per Alemanno sindaco di fronte a queste ennesima sparata. «Ignazio Marino continua a fare campagna elettorale sulla pelle dei disabili – si legge in un comunicato – Prima ha attaccato il sindaco sulla presunta carenza di barriere architettoniche e adesso, sfruttando un incontro con dei ragazzi non vedenti, fa sapere che ha stampato il suo programma in braille. Non basta, chiede se anche Alemanno ha fatto lo stesso. In questo modo offende indirettamente tutto il mondo dei non vedenti: nel 2013 non è più una nota di merito fare quanto è ovvio e naturale», conclude il comitato. Perplessa anche la considerazione di Francesco Storace, segretario della Destra: «Marino si espone ogni giorno a figure ridicole. Ha rincorso il Papa per farsi riprendere con lui, mostrandosi tutto compiaciuto al fotografo che immortalava la storica immagine (tratta da “chi è quello vestito di bianco vicino al professore?”). Eppure – prosegue Storace – Marino pensa che la scienza sia superiore alla fede, proclama il suo ateismo, immedesima quanto di peggio si possa vedere sul fronte del relativismo etico. Ma non si vergogna nemmeno un po’?», si chiede Storace sulla sua pagina Facebook. Ma oltre che fare campagna elettorale sulla pelle dei disabili, Marino ogni giorno che passa dimostra di non conoscere la realtà di Roma, a giudicare dalla sua ennesima sortita: ora vorrebbe f

ar diventare Capannelle un centro culturale dove poter fare anche ippoterapia. È l’idea lanciata dalla Uil Roma-Lazio e subito accolta dal candidato Marino. L’idea è certamente positiva, e poi in campagna elettorale si dice di sì a tutti, però Marino come al solito si è dato la zappa sui piedi affermando che «in un centro come Capannelle, l’ippoterapia potrebbe essere una risorsa che nella Capitale non abbiamo». È evidente che Marino ignora – ma lo ignora anche il Pd romano – che nella Capitale ci sono decine di corsi di ippoterapia, ovunque, e che molte di questa associazioni lavorano proprio con il comune di Roma e con i municipi…