Marino chiede le quote rosa (che già ci sono) per il Campidoglio. Saltamartini: «Ignora tutto di Roma»

Non è proprio il marziano a Roma di Ennio Flaiano, ma poco ci manca. Ignazio Marino da Genova, oggi se ne è uscito con un’altra idea meravigliosa per Roma. Inserire le quote rosa. «Se verrò eletto la mia giunta sarà certamente per il 50% composta da donne», ha preannunciato il candidato sindaco per il centrosinistra nel corso di un Forum all’agenzia Ansa. «La mia giunta per metà formata da donne sarà un cambio radicale rispetto alla giunta di Alemanno che è stata ricostituita perche il Tar ha detto che non c’era abbastanza presenza femminile». Ma l’ex chirurgo genovese ha scoperto l’acqua calda, come osserva Barbara Saltamartini. «Marino si sta rivelando per quello che è – replica la parlamentare Pdl – un candidato approssimativo e improvvisato. Ignora persino che è già previsto dal nuovo Statuto di Roma Capitale la composizione della Giunta con un numero pari di assessori tra uomini e donne. Quello stesso Statuto approvato all’unanimità lo scorso 7 marzo in Assemblea Capitolina e che quindi dovrebbero ben conoscere i suoi compagni e consiglieri politici. Un’ignoranza che inquieta, come se un candidato premier non conoscesse la Costituzione. Marino, ribadiamo, ma tu la conosci Roma?».

Ma le gaffes quotidiane del marziano Marino non finiscono qua. Il Comitato di Alemanno sindaco ha perfidamente ripescato alcune dichiarazioni del passato: «Le periferie a Roma sono cadaveriche», «Sulla precarietà lavorativa e di abitazioni a Roma in questi anni è stato fatto molto meno di quanto era ed è possibile fare». «A Roma esistono due città: una di sotto che si impoverisce e che non ce la fa, e una di sopra che vive dei fasti da populismo mediatico di questa Giunta».  È Marino che attacca la Giunta Alemanno? Neanche per sogno. «Fu invece sei anni fa un certo Massimiliano Smeriglio, attuale vicepresidente della Regione Lazio e tra i maggiori esponenti di Sinistra e libertà, partito grande alleato e sponsor di Marino». Per lo staff di Gianni Alemanno, «le cose sono due: o la situazione a Roma era drammatica come dice Marino anche quando a governarla era Veltroni, o il chirurgo come un disco rotto ha imparato la lezioncina elettorale a memoria».