L’ideologo del M5S ipotizza «l’uso delle armi». Sotto il fuoco delle polemiche Grillo è costretto a rinnegarlo

Se ai 5 Stelle saranno negate le presidenze delle commissioni di garanzia sarà un «golpettino istituzionale» e «non è una follia pensare che uno possa prendere le armi». A dirlo è Paolo Becchi, professore all’Università di Genova vicino al M5S, alla Zanzara su Radio24. «Le rivoluzioni non sono sempre pranzi di gala e quando la situazione diventa esplosiva nella storia abbiamo avuto esempi di questo genere. Abbiamo un presidente rieletto che neanche in Venezuela. Una situazione eccezionale, se poi le commissioni di garanzia non vengono date al Movimento si può parlare di golpettino istituzionale. Non è follia pensare che uno possa prendere armi», conclude Becchi.

«A che titolo parla questo fomentatore di odio che tira in ballo i fucili? E’ un portavoce ufficioso di Grillo? Un suo ventriloquo con patente accademica? Di certo si tratta, lo capirebbe un bambino, della giustificazione a priori di qualsiasi violenza con la motivazione del disagio sociale». Così il capogruppo del pdl alla Camera Renato Brunetta commentando le parole di Becchi. «Il Movimento Cinque Stelle nelle sue rappresentanze parlamentari giudichi chiaramente queste farneticazioni e ne prenda le distanze. Oppure avrà la responsabilità di atti apparentemente inconsulti e in realtà guidati dal cinico disegno di cattivi maestri», conclude Brunetta. Sollecitata da più fronti, solo in serata arriva la presa di distanze di Beppe Grillo. Sul blog del leader del M5S é infatti stata postata la nota congiunta con cui deputati e senatori si dissociano dalle parole choc del professore genovese. I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato «prendono nettamente le distanze da tutto quanto proferito» da Paolo Becchi. I parlamentari sottolineano che «Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto».