Letta puntella la squadra con 40 sottosegretari (senza stipendio). Siamo lontani dalla carica dei 101 di Prodi…

Con quaranta sottosegretari, di cui 10 viceministri, parte la squadra di Enrico Letta nel segno dell’austerità: ai sottosegretari parlamentari non verrà corrisposto lo stipendio aggiuntivo, mentre il trattamento dei vice ministri sarà «uniformato a quello dei sottosegretari». La squadra di governo è comunque più numerosa rispetto a quella di Monti che aveva 26 “vice”, ma è decisamente più ristretta di quella a cui ci avevano abituati i precedenti governi, con il record di 101 sottosegretari toccato dal centrosinistra di Romano Prodi.  Una nomina su quattro è andata a una donna, che in tutto sono 10, di cui due viceministro. La “formazione” di governo è stata scelta con il “bilancino” tra le varie forze politiche. Tra i sottosegretari alla Presidenza del consiglio, per ora, non compare quello che funge da autorità delegata per i servizi segreti che Monti aveva affidato al prefetto Gianni De Gennaro. Mentre Antonio Catricalà, già sottosegretario alla presidenza con Monti diventa vice ministro dello Sviluppo economico. Ora nella squadra dei sottosegretari a Palazzo Chigi ci sono anche il senatore abruzzese Giovanni Legnini (Pd) che prende la delega per l’editoria e il programma di governo, Sesa Amici (Pd) e Sabrina De Camillis (Pdl) che aiuteranno il ministro Dario Franceschini a tenere i rapporti con il Parlamento; Micaela Biancofiore (Pdl) alle Pari opportunità, Walter Ferrazza (Affari regionali). E c’è anche Gianfranco Micciché (Grande Sud) con delega alla Pubblica amministrazione e semplificazione. Al ministero dell’Economia per il Pd c’è il vice ministro Stefano Fassina, braccio destro di Bersani e responsabile economico del partito seppure dimissionario, con la delega alla riforma fiscale. Mentre il Pdl ha ottenuto la nomina di Luigi Casero a vice ministro. Arrivano in via XX settembre Pier Paolo Baretta (Pd) e Alberto Giorgetti (l’unico ex An). Invece Simona Vicari (Pdl) sarà sottosegretario allo Sviluppo. Alla Giustizia vanno un magistrato e un avvocato: il primo, Cosimo Ferri, leader di Magistratura indipendente, gradito al Pdl, mentre il secondo è il bersaniano Giuseppe Beretta. Alla Difesa ci sono Roberta Pinotti (Pd) e Gioacchino Alfano (Pdl). Agli Esteri, invece, arrivano come vice ministri Lapo Pistelli (Pd) e Bruno Archi (Pdl) mentre Mario Giro (Scelta Civica) è sottosegretario. Confermata come viceministro Marta Dassù che faceva parte della squadra di Monti. Sul fronte delle Infrastrutture, accanto a Maurizio Lupi, ci saranno il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (per il quale si aprirà quindi la partita delle possibili dimissioni) come viceministro  ed Erasmo De Angelis e Rocco Girlanda come sottosegretari. Al Viminale arriva  Filippo Bubbico, uno dei 10 saggi chiamati da Napolitano. Dunque restano fuori dalla squadra di governo i due esperti di Interni del Pd, Emanuele Fiano ed Ettore Rosato, e non ce la fa anche Donatella Ferranti che fino alla vigilia in corsa per la Giustizia. Completano la squadra del ministero dell’Interno Domenico Manzione (Pdl) e Giampiero Bocci (Pd). Alla Cultura va Ilaria Borletti Buitoni (Scelta civica) e Simonetta Giordani mentre il montezemoliano Carlo Calenda (Scelta civica) è viceministro allo Sviluppo economico. Ai Trasporti va il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (Pd) e all’Agricoltura Maurizio Martina (Pd) e Giuseppe Castiglione (Pdl) mentre al Lavoro è confermata Cecilia Guerra (viceministro), accompagnata da Jole Santelli del Pdl e Carlo Dell’Aringa del Pd. Infine la Scuola e l’Università, con Gabriele Toccaffondi, Gianluca Galletti (Udc) e Marco Rossi Doria (confermato). Alla Salute va Paolo Fadda (Pd).