Letta da Barroso. Parola d’ordine: meno vincoli per ripartire con la crescita. Brunetta applaude

«Torno a Roma più ottimista di quando sono partito». Sono le prime parole non politiche uscite dalla bocca di Enrico Letta al ritorno dal suo tour europeo iniziato con il faccia a faccia con Angela Merkel. Un ottimismo che deriva – spiega il premier occhialuto – da «una consapevolezza che ci accomuna: i cittadini europei devono vedere l’Europa come strumento di soluzioni positive non di cose negative». Dice di avere «una serie di idee» per fare in modo che il Consiglio europeo di giugno «dia dei segnali concreti soprattutto sul fronte della lotta alla disoccupazione giovanile». D’accordo il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, che in conferenza stampa ha parlato della necessità di anticipare a giugno un piano di lotta contro la disoccupazione giovanile. « Abbiamo bisogno di più sforzi per la crescita, con urgenza», ha spiegato riconoscendo al neo presidente del Consiglio italiano la «capacità di costruire ponti» così come un «alto senso di responsabilità». Prima del “croissant e cappuccino” consumato insieme, il numero uno europeo ha definito «molto positivo» l’incontro bilaterale, «la stabilità politica sta tornando a regnare in Italia» con l’elezione del Quirinale e con un sostegno «ad ampio spettro» del nuovo esecutivo, una stabilità che è «una precondizione vitale per le riforme e per le misure «indispensabili per la crescita». Letta ha riferito a Barroso i punti qualificanti del programma del nuovo governo: dalla riforma costituzionale per cambiare la credibilità della politica italiana all’emergenza sociale ed economica. («ho parlato con il presidente di come speriamo che la lotta alla disoccupazione giovanile sia il punto cruciale del nostro programma. Ho confermato di mantenere gli impegni assunti dal governo precedente con la Commissione»). Poi il premier ha chiarito il nodo della chiusura della procedura per deficit eccessivo. «Ovviamente ne abbiamo parlato e speriamo che ci sia un risultato positivo e lavoreremo per questo, ma attenderemo una presa di posizione ufficiale». Dal suo canto il presidente della commissione Ue si è detto molto fiducioso che l’Italia «sarà in grado di poter uscire dalla procedura di deficit eccessivo», anche se non è entrato nei dettagli ma si è limitato a dire che «questo dipende dai termini concreti del piano italiano». Nei prossimi giorni, ha assicurato Letta, «presenteremo alla Commissione le idee su come restare all’interno degli degli impegni presi realizzando ciò che é scritto nel programma». Il primo ad applaudire al viaggio di Letta è Renato Brunetta che si spinge a dire « serve anche a trovare i fondi necessari per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Il nostro premier sta coagulando una serie di consensi, compreso quello di Barroso, per rendere più flessibili i vincoli di bilancio e consentirci la crescita». Tra queste misure – ha spiegato l’ex ministro oggi capogruppo pidiellino alla Camera – «si può per esempio rinviare il pareggio di bilancio al 2014, invece che nel 2013. Credo fermamente che la Ue allenterà i vincoli, anche perché Usa, Giappone e Inghilterra stanno già adottando politiche espansive mentre da noi continua a vigere un’autorità cieca in salsa tedesca».