La comunità gay contro Biancofiore che replica: “Attacchi preventivi da chi dovrebbe professare tolleranza”

Polemiche per la nomina della deputata del Pdl Micaela Biancofiore come sottosegretario di Josefa Idem, ministro per le Pari Opportunità, lo sport e le politiche sociali. Accusata dalla comunità gay e da alcuni esponenti politici di essere omofoba e contraria al riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e trans, lei si difende: “Contro di me una discriminazione preventiva”. In effetti l’ondata di indignazione si è scatenata prima ancora che Biancofiore dicesse qualcosa sui suoi intendimenti e sui suoi futuri impegni. Tutto frutto di un pregiudizio allora? Più probabilmente è partita una campagna “punitiva” verso l’esponente pidiellina da sempre molto vicina a Silvio Berlusconi. Lei replica che non si farà intimidire: «Spiace che questi attacchi siano provenuti soprattutto da parte di coloro che si professano campioni di tolleranza e rispetto e che sarebbe stato bello avessero occupato il proprio tempo a pronunciarsi per una volta sugli ennesimi femminicidi avvenuti tra ieri e oggi nel nostro Paese».  La parlamentare vicina a Silvio Berlusconi oggi è stata convocata dal ministro, e al centro del colloquio c’è stata proprio la questione delle sue competenze. “Josefa Idem ha voluto condividere gentilmente con me tutte e tre le deleghe del ministero” ha raccontato Biancofiore dopo l’incontro. Tutte e tre, e non solo la delega alle Pari opportunità, come inizialmente era uscito dalla nota di Palazzo Chigi di ieri sera sulle nomine dei viceministri e sottosegretari. Oggi il sito del governo ha corretto il tiro, e il sottosegretario compare titolare di tutte le deleghe. Un modo, secondo indiscrezioni, per stemperare le polemiche. Insomma, il sottosegretario si occuperà di tutto e non solo di pari opportunità. Ma la comunità omosessuale ha già emesso la sua sentenza di condanna. Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli, dice della nomina di Biancofiore: “È come mettere una del Ku Klux Klan a combattere il razzismo” visto che “la deputata berlusconiana si è distinta per le reiterate battute omofobe e transfobe che ne fanno la nomina a quel ruolo un volgare sputo in faccia a tutta una comunità che in Italia non gode ancora di alcuna norma di tutela”.