La Boldrini faccia uno sforzo: dica che i “compagni” sbagliano e sono violenti

Difficile, troppo difficile dire che i compagni sbagliano. Difficile, troppo difficile liberarsi dell’antiberlusconismo e dell’intolleranza verso l’avversario-principe, il demonio, la causa di tutti i mali (della sinistra). Perché non è intollerante solo chi vuole impedire il comizio altrui ma anche chi non riesce a pronunciare una parola di vera condanna, chi guarda le immagini, ascolta gli insulti e rimane impassibile, come se fosse tutto normale, nell’ordine delle cose. Laura Boldrini ne è la prova, alla fine la vera intollerante è lei. I fatti di Brescia sono noti, un militante del Pdl è stato aggredito a calci e pugni, i “bravi ragazzi” dei centri sociali hanno fatto di tutto per impedire la manifestazione, hanno bruciato anche una bandiera, tutti intorno ad appiccare il fuoco come se fosse un trofeo di guerra. Di fronte a tutto questo, la presidente della Camera non ha voluto nemmeno dare uno schiaffettino ai suoi compagni e ha tirato fuori la scusa bell’e pronta: ha un ruolo super partes e quindi non si pronuncia. Bisognerebbe che prendesse un vocabolario di latino per capire cosa significa super partes e  un vocabolario di italiano per capire cosa significa schierarsi. Di fronte a quel che è accaduto a Brescia, infatti, c’è poco da schierarsi o da essere super partes. In piazza c’erano aggressori e aggrediti, provocatori e provocati, non certo due partiti su cui esprimere un giudizio. E una presidente della Camera che si rispetti avrebbe dovuto con fermezza condannare aggressori e provocatori, perché una delle maggiori cariche dello Stato non può consentire atti di violenza e tentativi d’impedire la libertà di manifestare. Come si sarebbe comportata, la Boldrini, a parti invertite? Facile da immaginare, anche se il problema non si pone visto che il popolo del centrodestra si è sempre dimostrato più maturo, pacifico e tollerante di quelli che sono i maestri dell’impresentabilità, Lucia Annunziata docet. Non possono sorprendere, quindi, le parole di Renato Brunetta: “L’afasia della presidente della Camera è inquietante e foriera di gravi conseguenze per la pace sociale”. Il ruolo di garanzia al quale si aggrappa la Boldrini non significa garanzia per i centri sociali. La presidente della Camera non finga di non capirlo. Per una volta faccia uno sforzo: quei violenti col pugno chiuso e le bandiere rosse sbagliano troppe volte. E troppe volte c’è chi li giustifica. Anche col silenzio.