In Germania torna Hitler. Per fortuna è solo un romanzo ma quanto è contagiosa la voglia dell’uomo forte?

Sta spopolando, in Germania, il romanzo di fantapolitica del giornalista Timur Vermes, Lui è tornato. Lui sarebbe Adolf Hitler, che nel libro si risveglia nella Grosse Deutschland di oggi e rispolvera le sue idee (con lo slogan “Non tutto era sbagliato”) arrembando e conquistando i salotti televisivi fino a diventare un’icona mediatica. Il libro uscirà a breve anche in Italia (ediz. Bompiani) e al fenomeno il Venerdì di Repubblica ha dedicato la copertina. Timur Vermes spiega che l’idea gli è venuta per affrontare di petto il “mostro” che il suo popolo ha frettolosamente rimosso: “In Germania sappiamo tutto sul nazismo e l’Olocausto, ma su di lui tendiamo al rituale dell’anatema… Tendenza inconscia all’autoassoluzione da colpe collettive”. Rischio apologia? L’autore dice di no, al contrario secondo lui la sua opera serve per mettere in circolo anticorpi, perché la democrazia piace finché ci vivi bene ma se cominci a vivere male le chance di un dittatore seducente diventano maggiori e sempre più pericolose.

Il servizio sul libro di Timur Vernes è corredato anche da un commento dello storico Giovanni De Luna, secondo il quale un romanzo del genere potrebbe avere tranquillamente come protagonista anche Benito Mussolini. Nella trama immaginaria di un romanzo di questo tipo il Duce scampato a piazzale Loreto avrebbe fondato il Msi e si sarebbe alleato con la Dc (sicuro?) poi dagli anni Novanta in avanti sarebbe diventato una star televisiva, arringando le folle  e finendo con il soggiogarle definitivamente attraverso il web tuonando contro l’aula “sorda e grigia” di Montecitorio. Giochi di fantasia? Mica tanto. Vi si legge anche una certa tendenza a demonizzare il dissenso, esasperato da tempi di crisi e dal fatto che i partiti sono in affanno nel rinnovo della classe dirigente.

L’allarme è lanciato, dunque. La dittatura è in agguato. La voglia di rivolgersi all’uomo della Provvidenza è forte. Come rimediare? Non c’è che una strada, indicata del resto proprio dall’autore di Lui è tornato: i politici dovrebbero lavorare per rendere attraente la democrazia e per mantenerla tale.