In Europa tonnellate di monete false da uno e due euro made in China

Tonnellate di monete da uno e due euro nuove di zecca. Ma false. A questo si sono trovati davanti gli agenti delle dogane dell’aeroporto internazionale Zaventem di Bruxelles in un maxi-sequestro che scopre il Belgio come ventre molle dell’Ue per un traffico dalla Cina. La notizia, pubblicata in esclusiva dal quotidiano economico fiammingo De Tijd, ha fatto il giro dei media del Paese, che ora si interrogano sull’efficacia delle misure messe in campo dalle autorità nazionali per contrastare il fenomeno. A confermare il ritrovamento, davanti alle telecamere della tv francofona Rtbf è stata la portavoce della Procura, il sostituto Ine Van Wymeersch. Nessun dettaglio. Poche parole, per spiegare che allo stato «l’inchiesta non permette di dire se ci siano arresti». Salvo aggiungere che «alcuni sospettati sono stati identificati e che sono già stati raccolti vari indizi». Poi, rivolgendosi alla popolazione, raccomanda di non farsi prendere dal panico sulla possibilità di disporre o meno di monete false perché «non ci sono indicazioni che queste siano state messe in circolazione» su larga scala. Intanto i dati diffusi nelle settimane scorse dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), rivelano che il tasso di monete contraffatte sequestrate nel 2012 in Ue è aumentato del 17% rispetto all’anno precedente, passando da 157mila pezzi a 184mila. Su circa 16,5 miliardi di valuta metallica in uso, una ogni 100mila è “taroccata” e quella da due euro è prediletta dalle organizzazioni criminali, pari a due terzi del totale. Su 184mila falsi ritirati dalla circolazione, infatti 121mila erano da due euro, 32mila erano da uno, e 31mila da 50 centesimi. Nel gennaio 2011, la Banca centrale tedesca aveva scoperto che 29 tonnellate di monete contraffatte erano state scambiate con sei milioni di euro. Anche in quel caso erano stati arrestati quattro cinesi. E le indagini avevano messo in luce il coinvolgimento di alcune assistenti di volo compiacenti che facevano entrare le monetine nascondendole nelle loro valige. Da allora i Paesi europei hanno alzato la guardia per contrastare il fenomeno. Ma il Belgio – sempre secondo il quotidiano De Tijd – ha mantenuto una linea morbida, che con un effetto boomerang adesso rischia di danneggiare la sua stessa immagine e reputazione.