Imprese, il ministro Zanonato lancia l’allarme sul credito: è diminuito di 60 miliardi

Le imprese sono strozzate dal peso del fisco ma anche dalla stretta del credito, senza precedenti e tale da metterne «in pericolo la sopravvivenza», l’immissione di liquidità nel sistema è quindi urgente. Il grido di allarme del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in occasione dell’assemblea annuale, trova la sponda anche del governo. Bisogna «riattivare rapidamente il circuito del credito», ha detto infatti il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, intervenendo dallo stesso palco. Operazione fondamentale per far ripartire gli investimenti. Negli ultimi diciotto mesi lo stock di prestiti erogati alle imprese è «calato di 50 miliardi», ha evidenziato Squinzi, facendo notare che quasi un terzo delle imprese ha liquidità insufficiente rispetto alle esigenze operative. Per questo «dobbiamo contrastare la terza ondata di credit crunch». Il ministro Zanonato indica un calo ancora più ampio: «Rispetto a fine 2011 i prestiti alle imprese sono diminuiti di quasi 60 miliardi di euro», una stretta creditizia «senza alcun precedente». Occorre, dunque, ristabilire «più facili condizioni» di accesso al credito e questo richiede «uno sforzo comune di banche, imprese e governo», prosegue il ministro, indicando tra l’altro la decisione di dotare il Fondo centrale di garanzia (che sostiene le piccole e medie imprese concedendo una garanzia pubblica a fronte di finanziamenti delle banche) di «maggiori risorse». Dal fronte bancario, si punta il dito su quel complesso di limiti e regole, anche internazionali, che ostacolano la concessione del credito.   Nel pomeriggio poi Zanonato ha incontrato il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani con il quale ha affrontato il tema dello sviluppo industriale prevedendo accanto al fiscal compact, anche un industrial compact. In particolare, si è discusso della strategia Ue per re-industrializzare l’Europa passando dall’attuale 15,2% di Pil legato al manifatturiero al 20% entro il 2020. Zanonato e Tajani hanno convenuto che bisogna «concentrarsi su priorità limitate: più investimenti in innovazione ed educazione vicino alle imprese e migliore accesso al credito e ai mercati». «Con Tajani – ha detto Zanonato – c’è una grande sintonia, affrontiamo i problemi nello stesso modo, sono molto soddisfatto».