Ilva, nuovo scandalo targato “sinistra”: in manette Florido, presidente della Provincia di Taranto

Un nuovo scandalo, tutto orientato a sinistra, riaccende le polemiche sulla vicenda dell’Ilva di Taranto, su cui da mesi la magistratura indaga per inquinamento ambientale. Il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Florido, è stato arrestato oggi dai militari della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta su presunti favori all’Ilva denominata “Ambiente svenduto”, con l’acccusa di concussione. Insieme a Florido sono stati eseguiti altri tre arresti: l’ex assessore provinciale di Taranto all’Ambiente, Michele Conserva, l’ex dirigente dell’Ilva, Girolamo Archinà, e l’ex segretario della Provincia di Taranto, Vincenzo Specchia. Quest’ultimo ha beneficiato dei domiciliari. Anche Conserva è stato trasferito in carcere mentre ad Archinà l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata nella stessa casa circondariale dove l’ex dirigente Ilva è detenuto da alcuni mesi. Il presidente Florido (nella foto è a destra, con Vendola e l’ex ministro Clini alla sua sinistra), 61 anni, alla guida dell’amministrazione dal 2004 (eletto per il secondo mandato nel 2009 col Pd) e in passato segretario generale della Cisl ionica, è accusato di concussione in relazione alla gestione da parte dell’Ilva della discarica Mater Gratiae. Sono accusati di concussione anche Conserva e l’ex segretario generale della Provincia Vincenzo Specchia, che è finito invece ai domiciliari. Archinà, che era già detenuto dal novembre 2012, è accusato di concorso nel reato contestato ai pubblici ufficiali. Florido e Conserva sono accusati di aver indotto, dal 2006 al 2011, dirigenti del settore ecologia e ambiente della Provincia di Taranto a rilasciare autorizzazioni per la discarica gestita dall’Ilva “in carenza dei requisiti tecnico-giuridici”.