Il Quirinale bacchetta Grillo: sul reato di vilipendio pm autonomi, tenere fuori le istituzioni dalla “mischia”

Un post pubblicato da Beppe Grillo sul suo blog scatena la reazione del Quirinale, che interviene con una nota. Al centro del dibattito il reato di vilipendio del presidente della Repubblica. Grillo lamenta l’indagine su 22 persone, condotta dalla procura di Nocera Inferiore, per avere offeso il prestigio del capo dello Stato. “Allora – conclude dopo avere definito il vilipendio un reato che richiama l’assolutismo monarchico – meglio non scrivere più nulla. Nessuno è al riparo”. Giorgio Napolitano fa dunque redigere una nota che appare come una secca replica alle valutazioni di Grillo, e precisa innanzitutto che sul reato di vilipendio l magistratura agisce in piena autonomia e non su sollecitazione del capo dello Stato. La nota aggiunge quindi: «Anche se taluni mostrano di ignorarlo, il Presidente Napolitano già anni fa ribadì come in ogni caso spetti a chi ha potere di iniziativa legislativa, e dunque non al Capo dello Stato, proporre l’abrogazione di quella disposizione del Codice. E per una decisione su proposte del genere è sovrano il Parlamento. Resta peraltro come problema reale di costume politico e di garanzia democratica quello della capacità di distinguere tra “libertà di critica e ciò che non lo è” – come già disse il Presidente Napolitano nel 2009 – “nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica”, specialmente quando si scada in grossolane, ingiuriose falsificazioni dei fatti e delle opinioni». Un tema che va oltre la questione del reato di vilipendio e che coinvolge direttamente la libertà della rete: anche gli insulti, le ingiurie e le offese rientrano in un “diritto di critica” intangibile? Un dibattito che ha coinvolto, prima del Quirinale, la presidente della Camera Laura Boldrini, particolarmente attiva nel denunciare le critiche che sul web le sono state rivolte, ma anche famosi giornalisti come Enrico Mentana, che ha cancellato il suo account su twitter perché frequentato, ha detto, da troppi “teppisti”.