Il ministro Kyenge non stringe la mano al leghista Morelli che attacca: “È scappata”

Scelta deliberata o disguido, ma tra il ministro all’Integrazione, Cecile Kyenge, e il capogruppo della Lega Nord al Consiglio comunale di Milano, Alessandro Morelli, la stretta di mano non c’è stata. L’esponente ‘lumbard’, infatti, è stato bloccato a distanza dalla scorta che, nonostante la presentazione, non ha lasciato che si avvicinasse per il suo tentativo di stringere la mano al ministro. Anche successivamente, mentre la Kyenge saliva sull’auto, Morelli ha ribadito la sua richiesta, senza però raggiungere l’obiettivo. E se il capogruppo del Carroccio ha letto l’accaduto come un “rifiuto” del ministro, dallo staff della Kyenge replicano: “È un problema di sicurezza, la Kyenge e la scorta non conoscono Morelli e si sono attenuti alle normali procedure”.

Morelli su Facebook ha commentato: “Kyenge scappa! Le volevo stringere la mano e spiegarle le ragioni per cui la gente è contraria alle sue posizioni sull’immigrazione ma lei si è rifiutata”. La Lega Nord sta raccogliendo firme contro l’eliminazione del reato di clandestinità e contro lo ius soli. Dopo l’uccisione a picconate di tre milanesi da parte dell’immigrato clandestino Mada Kabobo era stato Matteo Salvini, segretario della Lega lombarda, ad attaccare a testa bassa il ministro Kyenge accusandola di istigare alla violenza per la sua posizione contro il reato di immigrazione clandestina. Il ministro si trovava a Milano per consegnare la cittadinanza simbolica a 200 bambini figli di immigrati ma nati in Italia. Una cerimonia promossa dal Comune di Milano nel corso della quale la Kyenge ha ribadito che bisogna dare una risposta al milione di bambini di questo tipo che nel Paese attendono un segnale.