Il Made in Italy approda in Cina. Grazie a una tv che promuove moda, cibo e style

Il Made in Italy sbarca in Cina grazie a tre canali multimediali dedicati a cibo, moda e sport. Giglio Group Spa, editore di canali digitali presente in trentadue Paesi, è pronta a  entrare nel mercato televisivo cinese grazie a un accordo  con la piattaforma Cibn (China International Broadcasting Network), un organismo statale. I tre canali lanciati dalla nuova partnership saranno a tema: il primo prevede musica, lifestyle e moda; il secondo: viaggi, cucina, design, lusso e sport; il terzo: motori barche e adventure. I costi di doppiaggio, sottotitolazione,business intelligence saranno coperti dal partner cinese. È previsto che i canali siano affiancati da un sistema di e-commerce. Giglio si occuperà della raccolta pubblicitaria in Italia e di aprire i canali a nuovi content provider. I tre canali tematici Made in Italy per la prima volta offriranno una vetrina per far conoscere e apprezzare il prodotto italiano a centinaia di milioni di consumatori cinesi e per trasmettere la passione per l’Italia, il suo gusto, i suoi sapori, le tradizioni, la storia, la sua bellezza. L’iniziativa segna inoltre l’ingresso dell’industria italiana dell’audiovisivo fino ad oggi non è presente in quel mercato. I canali saranno visibili su tutto il territorio cinese e saranno accessibili da tutte le tecnologie digitali: satellite, cavo, iptv, web, mobile e tablet attraverso una piattaforma integrata che già oggi raggiunge oltre 150 milioni di utenti. «Abbiamo voluto questo progetto – ha spiegato Alessandro Giglio, amministratore delegato e maggiore azionista del Gruppo Giglio – innanzitutto per offrire un’opportunità unica alla promozione del nostro Paese, sicuramente attraente per i cinesi ma ancora in molta parte sconosciuto al grande pubblico. Mi piace immaginarmi come un novello Matteo Ricci, che è stato il più grande mediatore culturale tra i due Paesi e primo occidentale a entrare nella città proibita. Per noi questo risultato corona una strategia d’innovazione tecnologica e di presidio internazionale che perseguiamo da anni e che ci ha permesso di farci trovare preparati per un’operazione di questa portata». I nuovi canali  partiranno il prossimo primo luglio. «Il mercato asiatico si sta aprendo molto più che in passato – ha detto Mario Zanone Poma, vicepresidente della Fondazione Italia-Cina – Mancava una giusta comunicazione e questo prodotto chiude un gap». Una sezione interessante è quella dell’ e-commerce: gli spettatori potranno contestualmente effettuare acquisti pigiando alcuni tasti del telecomando.  Le previsioni dei fatturati  sono entusiasmanti: a fronte di  un investimento di quaranta milioni di dollari si prevede di chiudere il primo anno di attività con un fatturato di quindici milioni di euro che dovrebbero raddoppiare a trenta già nel secondo anno.