Il bluff è finito: grillini con l’ultra sinistra sindacale. Nel corteo di Roma anche il Pd in incognito

Non possono più aspettare. E scendono in piazza, in un sabato soleggiato dopo tanta pioggia. Ad animare il serpentone, che sfila appunto dietro lo slogan Non possiamo più aspettare (che sta partendo da piazza Esedra per raggiungere piazza San Giovanni), è Maurizio Landini. «La tenuta sociale del Paese è a rischio», dice in un’intervista a l’Unità che prepara il campo alla manifestazione promossa dalla Fiom alla quale hanno aderito Sel, Rifondazione comunista, Azione Civica di Ingroia (ancora non si sa se si farà vedere), l’Italia dei Valori (ridotta ormai a una sigla) e il Pdci. I grillini applaudono e convergono. E il Pd in doppio petto? Sfila, magari a titolo personale, insieme alla tute blu. A chiedere nei giorni scorsi «almeno» un comunicato di condivisione dei punti forza della manifestazione è stato Sergio Cofferati che con Epifani ha una certa familiarità dai tempi della Cgil. Ora sono due colleghi di partito e il primo suggerisce al secondo (che è diventato segretario di via del Nazareno) di mandare una delegazione. E al diavolo, deve aver pensato Guglielmo, se si parlerà di sinistra di piazza e di governo e magari qualche impudente commentatore farà l’orribile paragone con Brescia. Solo una settimana fa, infatti, era stato il Pd ad accusare il Pdl di schizofrenia. «Le loro proposte – dice Cofferati –  sono ragionevoli, giuste e financo moderate. L’unico problema, semmai, è che fino ad ora, non sono state prospettate con la stessa forza dalla sinistra politica. Intendiamoci, non pretendo che la sinistra politica, nelle circostanze in cui si trova, organizzi cortei o manifestazioni su questi temi, non ne ha le condizioni…». Risultato: il Pd si divide. Ci saranno Pippo Civati, Fabrizio Barca e Vincenzo Vita. I Cinquestelle si faranno volentieri riprendere dalle telecamere, ma non ci sarà Beppe Grillo. Al suo posto sventolerà la bandiera grillina rappresentata da Stefano Rodotà, che prenderà la parola dal palco (insieme a Gino Strada,  Sandra Bonsanti e la cantante Fiorella Mannoia). Per la prima volta la sinistra nel suo complesso segue le sirene del sindacato “radicale”? Non proprio. Più che la convivenza con i metalmeccanici ai democratici sembra preoccupare quella con i grillini. Due ore fa, prima di uscire di casa per andare al corteo,  Civati affidava al web le sue riflessioni. Interrogandosi sul perché «il vascello pirata di Grillo (da Rodotà in poi) sta incrociando a sinistra», dice testualmente «perché ha capito che Berlusconi è in forma e che può ingaggiare una sfida direttamente con lui. E torna alle origini, quando incalzava il centrosinistra: ora che si è messo in proprio punta a sostituirlo. Perciò, se non vogliamo essere travolti (per la seconda volta), è il caso che diamo risposte un po’ meno vaghe ad alcune richieste». E nel nome dell’autonomia dei sindacati dai partiti ci saranno molti compagni di strada che non ti aspetteresti. Il sogno irrealizzabile, ma che Landini non smette di inseguire, è quello di una partito del lavoro, il programma è tutto nel volantino della Fiom di oggi, un programma di governo decisamente di sinistra, che “incrocia” con quello dei Cinquestelle. Ci sono il reddito di cittadinanza “per disoccupati, inoccupati e studenti”, “la rivalutazione delle pensioni” e una riforma previdenziale che riconosca la diversità tra i lavori. Di sicuro Letta si vedrà la sfilata da casa. Alle 2 e mezza le tute blu dovranno sgomberare l’ex piazza rossa perché dovrà ospitare una manifestazione di pellegrini cattolici e laici.