I veri ossessionati (dall’Imu e dal Cav) sono Mario Monti e Rosy Bindi. Non è affatto un caso

Resistere, resistere, resistere.  I novelli Santoro si chiamano Mario Monti e Rosy Bindi, i reduci del nostalgismo tecnico, che restano in trincea. Le truppe favorevoli alla tassa più odiata battono in ritirata, un soldato alla volta sta alzando bandiera bianca, persino la Camusso ha modificato la sua idea, travolta dalle critiche e dalle ironie del web. I due resistenti invece non mollano anche se hanno motivazioni diverse. Monti si sente il papà dell’Imu e come tale la protegge e l’accarezza. Se venisse cancellata, si sentirebbe completamente smentito. La Bindi, dal canto suo, è contraria a qualsiasi cosa che ricordi il Cavaliere, ancora scottata dal “più bella che intelligente”. Il suo è un antiberlusconismo vecchia maniera, alla Travaglio, per lei il Cav resta il male assoluto, il nemico da abbattere e ora digerisce male il governo di larghe intese. La coppia Rosy & Mario peggio della Cgil, che almeno ha ammesso che «sospendere la rata dell’Imu è ragionevole».  Quanto sia ragionevole lo spiega Renato Brunetta: con l’introduzione dell’imposta sugli immobili si sono persi  lo scorso anno 150mila posti di lavoro certificati dall’Ance. Cifre da lacrime e sangue. Per la Confesercenti il nuovo governo deve partire proprio dalle tasse e per la Confedilizia, oltre alle ricadute reali, l’Imu ha avuto anche un effetto psicologico che è stato «devastante» in termini di frenata della crescita e dei consumi. Non solo il settore delle costruzioni ha rallentato, ne ha fatto le spese tutto l’indotto e il patrimonio immobiliare ha subito una svalutazione che in un anno ha raggiunto quasi il 5%. Le famiglie si sono impoverite perché hanno pagato più tasse, ma anche perché la loro ricchezza si è ridotta. Alla fine, dunque, la stangata del governo dei tecnici ha pesato sulle tasche degli italiani più di quanto non fosse lecito pensare in un primo momento. Si mettano l’anima in pace, Monti e la Bindi, l’Imu non è un’ossessione del centrodestra, come vorrebbero far credere. I veri ossessionati sono loro e fanno bene a esserlo perché – come sosteneva Joan Fuster – «è utile avere un’ossessione: ci distrae». E Monti e la Bindi hanno davvero bisogno di distrarsi.