I sindacati pretendono la piazza gratis. Alemanno contro Camusso: «Il Pdl ha pagato per stare a piazza del Popolo…»

Botta e risposta a distanza il Primo maggio tra Susanna Camusso e Gianni Alemanno. Come ogni anno i sindacati scroccano il concertone di piazza San Giovanni alla città di Roma e non ne vogliono assolutamente sentire di pagare un centesimo: neanche in un periodo di crisi come quello che si sta vivendo adesso. Non solo, hanno anche la pretesa di voler legittimare il loro “no”, come se avere la piazza senza oneri si trattasse di un diritto acquisito. Per rendersene conto basta aver ascoltato le parole di Susanna Camusso: «Ogni volta è una lotta con questa amministrazione, che ha un atteggiamento profondamente ingiusto nei confronti del concertone, che è un regalo alla città. Un sindaco normale non ci metterebbe i bastoni tra le ruote. Ma non è certo questo quello che ci ferma». Sottolineando con vena polemica come in altre città «abbiamo avuto un altro tipo di accoglienza, penso a Perugia». Però quando qualcuno le ha chiesto se fosse possibile uno spostamento del concertone da Roma in un’altra città ha risposto secca: «Per carità, nessuna ragione per metterlo in dubbio. Roma, a differenza di moltissime altre città, è in grado di accogliere un evento di questa portata». Immediata la replica di Alemanno: «È un peccato che il segretario della Cgil Camusso faccia dichiarazioni politiche e ideologiche durante la festa del Primo maggio. Noi non abbiamo mai messo i bastoni tra le ruote al concertone, anzi abbiamo sempre offerto la nostra collaborazione» Il sindaco ha spiegato che l’amministrazione  si è limitata «a chiedere un aiuto in un momento di grave crisi economica per i costi dei servizi che la manifestazione comporta. Lo facciamo nel caso del Primo Maggio come per altri eventi simili. Ad esempio, lo scorso 23 marzo per l’iniziativa del Pdl a piazza del Popolo tutti i servizi sono stati pagati dal partito. Questo è l’atteggiamento che teniamo nei confronti di tutti, senza alcun tipo di discriminazione: i costi dei servizi di queste manifestazioni e dei grandi eventi non possono essere scaricati sulle spalle dei romani». Checché ne pensi la Camusso.