È morto Mario Spallone: comunista, medico di Togliatti, fu al centro di polemiche e inchieste

(REDAZIONE)
A 96 anni è morto a Roma Mario Spallone, l’uomo che, partendo da un ambulatorio in via delle Botteghe Oscure, sede storica del Pci, fondò un impero di cliniche private, ma soprattutto fu per vent’anni il medico personale di Palmiro Togliatti. Il capostipite della famiglia Spallone – tre dei suoi quattro fratelli sono medici, così come tutti e quattro i suoi figli – era stato ricoverato due settimane nella clinica “Annunziatella” poiché le sue condizioni si erano aggravate. E proprio nella clinica di famiglia sarà aperta per tutto il giorno la camera ardente. Venerdì alle 12 la camera ardente si sposterà a Lecce dei Marsi, in Abruzzo, dove era nato. E nel piccolo Comune alle 15 si svolgeranno i funerali. Quando era un giovane medico fu un partigiano, nella maturità divenne medico di Togliatti e di Nilde Iotti, che morì proprio in una delle sue cliniche, “Villa Luana” a Poli, Comune a quaranta chilometri da Roma. Ma fu anche il medico di Pietro Nenni e sua moglie Carmen, Giorgio Amendola e sua moglie Germaine, ed amico, come ricordato da una nipote, di molti protagonisti della politica italiana, tra i quali Giorgio Napolitano, ma anche di Gorbaciov. Nella sua vita pubblica però anche tante ombre, come quando fu accusato nel 91 di essere stato negli anni ’60 un informatore del Sifar, il servizio segreto delle forze armate, perché Spallone avrebbe fatto avere alla Cia il testo del memoriale di Yalta, il vero e proprio testamento politico di Togliatti. Nel ’97 per Mario Spallone fu chiesta la sospensione per due mesi dalla professione medica; inoltre fu indagato per falso e truffa perché, secondo la Procura di Roma, aveva firmato falsi certificati di malattia in favore di Flavio Carboni, il faccendiere coinvolto nell’omicidio Calvi, per consentirgli di non presentarsi ai processi. Anche nella vicenda della fuga di uno dei boss della Banda della Magliana, Maurizio Abbatino, da “Villa Giulia”, Spallone fu accusato di averlo aiutato nell’evasione. Ma lo scandalo che più di tutti travolse gli Spallone fu quello, nell’aprile del 2000, degli aborti clandestini che si svolgevano nella clinica dell’Eur “Villa Gina”, intitolata alla madre. Furono coinvolti uno dei fratelli e due suoi figli. «Non è possibile – disse Mario allora alla notizia dell’inchiesta prendendo le distanze dalla vicenda – che ci sia nella mia famiglia qualcuno che abbia fatto peggio di quanto hanno fatto i fascisti». È stato anche sindaco del suo paese Lecce dei Marsi e per due volte primo cittadino di Avezzano, ma anche qui si narra che andasse in giro con la pistola in Consiglio comunale come per intimidire gli avversari.