Due soluzioni per l’Ilva ma Zanonato avverte: chi risana non può essere chi ha inquinato

Nulla di fatto sul caso Ilva ma è possibile che una decisione del governo sull’impianto siderurgico di Taranto possa arrivare nel Consiglio dei Ministri di venerdì. Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha confermato che il governo sta lavorando a un’ipotesi di commissariamento dell’azienda ma ha anche sottolineato che chi risana non deve essere chi ha inquinato. E che le risorse per l’attuazione dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) devono essere della società, ovvero di chi ha inquinato in questi anni. Il presidente e l’amministratore delegato hanno annunciato le dimissioni nei giorni scorsi dopo il sequestro da parte della magistratura di 8,1 miliardi nei confronti della Riva Fire, la capogruppo della famiglia Riva. La società ha avvertito che a questo punto è a rischio la continuità aziendale. Una soluzione potrebbe vedere la messa in campo di due soggetti diversi, uno con il compito di attuare il risanamento ambientale e l’altro con quello di assicurare la continuità produttiva. «Ci sono ipotesi diverse – ha detto Zanonato – una è che chi risana non sia chi ha inquinato. È importante perché uno dei problemi è proprio la credibilità del risanatore di quell’area». Dal punto di vista ambientale, infatti – ha ricordato Zanonato – «ci sono problemi immensi», date le dimensioni dell’area di 70 ettari «pari a 100 campi da calcio. La copertura che deve essere realizzata per evitare le polveri sparse è unica al mondo». Zanonato ha detto che la soluzione non arriverà ora ma «nei prossimi giorni sicuramente. La soluzione cui mira il governo – ha spiegato – tiene insieme l’assoluta necessità di bonificare senza bloccare la produzione». Il governo ha assicurato che la priorità è il mantenimento della continuità produttiva e dei posti di lavoro (circa 40.000 tra dipendenti diretti e indotto). La situazione dell’Ilva «è estremamente complicata» – ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini – ma «credo che verrà presa una decisione a breve, per assicurare la continuità dell’attività e assicurare i posti di lavoro dell’azienda e dell’indotto». E se il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, ribadisce la necessità di «salvare i posti di lavoro» e «mantenere l’Italia nel novero dei grandi Paesi industriali», i sindacati chiedono al governo di fare tutto il possibile per salvare questo grande polo siderurgico. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha detto di aver chiesto al premier Letta di fare tutto ciò che è possibile spiegando che la Cisl «lo sosterrà in ogni modo» mentre la Cgil ha ribadito che «la continuità produttiva e occupazionale dell’Ilva è la priorità».
Infine la questione dell’Ilva è stata al centro di un incontro bilaterale tra Zanonato e il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani a margine del Consiglio sulla competitività in corso a Bruxelles. Tajani ha ribadito il suo pieno sostegno all’azione del governo italiano ed ha illustrato le linee guida del piano sull’acciaio che la Commissione si appresta a varare l’11 giugno prossimo. Un piano che creerà condizioni favorevoli per il rilancio della competitività del settore – e quindi anche dell’Ilva – facilitando l’utilizzo di fondi Ue per l’innovazione, la ricerca, il rispetto dell’ambiente e della salute dei lavoratori.