Disperato, senza lavoro, chiede aiuto a Grillo. Ma poi si uccide dandosi fuoco

Un artigiano edile di 47 anni, Mauro Sari, è morto dandosi fuoco nel piazzale di una trattoria sull’Aurelia a Vado Ligure (Savona). Inutile il tentativo di intervenire dei vigili del fuoco e del 118. Le ustioni hanno provocato il decesso in pochi istanti. Accanto al cadavere, che è stato trasferito all’obitorio del cimitero di Vado Ligure a disposizione della Procura, è stata trovata una tanica di benzina. Secondo quanto accertato dai carabinieri e dalla polizia municipale di Vado Ligure, l’artigiano si sarebbe tolto la vita per problemi di salute, anche se si indaga sulla possibilità che il gesto possa essere stato dettato da altre motivazioni, come la mancanza di lavoro (era titolare di un laboratorio edile a Cadibona, nell’immediato entroterra savonese). La disperazione lo aveva portato perfino a rivolgersi a Beppe Grillo, a chiedergli aiuto per un lavoro, probabilmente suggestionato dai proclami battaglieri del comico genovese. Il giorno dopo i risultati elettorali andò fin sotto casa di Grillo per incontrarlo e davanti alle telecamere raccontò il periodo difficile che stava attraversando. Grillo ha parlato di lui in un comizio citando un imprenditore colpito dalla crisi, ma nessun aiuto concreto: un conto è mandare a quel paese tutta la classe politica un altro è trovare soluzioni concrete per chi ha bisogno. «Me lo ricordo bene quell’uomo nei giorni delle elezioni – racconta Flavio Bellugi, operatore dell’Audiovisivi Gallo di Savona – quando con la mia troupe svolgevo un servizio televisivo. Arrivato a Sant’Ilario con il suo motocarro Ape, mi raccontò per quasi un’ora di aver perso due commesse di lavoro di una certa importanza per colpa della burocrazia e perché non poteva assumere operai. Era il 26 febbraio. Quell’uomo mi era sembrato disperato. Davanti a un caffé mi aveva raccontato il suo dramma di artigiano edile e di aver incontrato Grillo proprio per esporgli i suoi problemi e chiedergli un aiuto».