Dal Pd una legge anti-Grillo. E il M5S ora scopre che è assurdo eliminare un politico con cavilli normativi…

Se Grillo sperava di far fuori Berlusconi sull’ineleggibilità con la sponda del Pd, oggi ha avuto l’amara sorpresa di intuire che i democratici potrebbero fare “fuori lui”, magari con l’appoggio del Pdl. Il tutto grazie a un disegno di legge depositato dal Pd al Senato, a prima firma di Anna Finocchiaro che introduce la “personalità giuridica” dei partiti politici, in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione.Una norma che se approvata costringerebbe il Movimento cinque stelle a compiere una scelta radicale: o cambiare la propria fisionomia, trasformandosi in un partito politico vero e proprio, o rinunciare ad avere una rappresentanza in Parlamento. Ma Grillo non ci sta e dal suo blog ha lanciato la controffensiva:  se veramente la legge andrà in porto, ha annunciato, il suo movimento non si presenterà alle elezioni, perché il M5S «non è un partito, non intende diventarlo e non può essere costretto a farlo». I partiti però, ha detto l’ex comico, «si prenderanno davanti al Paese la responsabilità di lasciare milioni di cittadini senza alcuna rappresentanza e le conseguenze sociali di quello che comporterà». Non solo. I grillini in rivolta hanno attaccato il Pdl rifacendosi sul Cavaliere: «Pensassero a fare una legge sull’ineleggibilità di Berlusconi…». Il Pd, dal canto suo, ha giurato che il disegno di legge non è stato pensato per colpire il movimento di Grillo, d’altronde ricalca una proposta presentata già nella scorsa legislatura. «Si tratta dell’attuazione – ha spiegato la Finocchiaro – ritardata per troppi decenni e sollecitata più volte anche dal capo dello Stato, di una decisione dei costituenti di particolare rilievo». Per il Pd non è una proposta di chiusura. Ma, anzi, ha l’obiettivo, di «garantire la trasparenza della vita interna dei partiti e la partecipazione». Ma le precisazioni non hanno impedito che il profilo facebook della Finocchiaro sia stato sommerso dai commenti negativi. Si va da chi chiede se «queste sarebbero le priorità in una Repubblica allo sfascio» a chi commenta: «Ti piace, anzi ti piacerebbe, vincere facile!». Ma che cosa prevede la norma? «L’acquisizione di personalità giuridica – si legge nel testo – e la pubblicazione dello statuto nella Gazzetta Ufficiale costituiscono condizione per poter partecipare alle competizioni elettorali». Nella stessa introduzione al disegno di legge i firmatari (oltre alla Finocchiaro il capogruppo Luigi Zanda, Nicola Latorre, Felice Casson e Carlo Pegorer) specificano che le norme introdotte «non impediranno a una semplice associazione o movimento di fare politica», ma il mancato acquisto della personalità giuridica precluderà l’accesso al finanziamento pubblico e la partecipazione alle elezioni. Nella proposta c’è l’obbligo di trasparenza sui conti, con tanto di pubblicazione online e di certificazione esterna e controllo da parte della Corte dei Conti e delle Camere. Trasparenza, proprio come chiede Grillo…