Dai festini romani “sesso e droga” al ballottaggio nella sua città. Cosimo Mele è tornato: «C’è bisogno di me…»

È rinato. È un altro uomo. Più che un tritacarne la politica è un girarrosto. E per Cosimo Mele la scottatura è roba passata. A qualche anno (era il 2007) dallo scandalo dei festini con coca, oggi potrebbe diventare il sindaco della sua città Carovigno, (sedicimila anime in provincia di Brindisi). L’ex deputato a luci rosse di specchiata fede Udc,  infatti, ha ottenuto 3891 voti e tra due settimane sfiderà la candidata del Pdl (in pole position con il 43 per cento) alla poltrona di sindaco. La vicenda è nota, anche se i suoi concittadini devono averla dimenticata oppure sono uomini di mondo anche loro. Nella notte tra il 27 e il 28 luglio 2007 Mele fu beccato in una suite dell’Hotel Flora di via Veneto con due prostitute, una delle quali accusò un malore e denunciò il fattaccio. «Carovigno e sarà il mio riscatto», dice, «mi hanno fatto apparire quello che non sono. Il mio riscatto passa attraverso la mia città». Ripete come un mantra l’ex parlamentare di Casini scomparso dalla scena politica fino a queste amministrative. All’epoca si dimise subito dall’Udc, rimanendo seduto in Parlamento, e nel 2008 non fu ripresentato da nessun parito. Oggi la lista civica “Mele sindaco” va fortissima. La notte brava è roba passata, anche se ci sono ancora due processi in corso a Roma. In uno Mele è imputato per cessione di stupefacenti (ma una perizia di parte proverebbe quanto lui ha sempre sostenuto, di non aver mai fatto uso né commercio di droga), nell’altro è parte civile “contro” la ragazza che, dopo essersi sentitasi male nella stanza dell’hotel, lo accusò di avergli ceduto della droga. «Carovigno ha bisogno di nuove persone, competenti, oneste. Credo che questo risultato ha premiato il mio progetto politico», risponde intervistato da il Fatto Quotidiano. A parte il mancato utilizzo del congiuntivo, peccato decisamente veniale, vale la pena ricordare che il 5 gennaio 1999, mentre era vicesindaco di Carovigno, è stato arrestato con l’accusa di aver ottenuto tangenti in cambio di favori nell’assegnazione di appalti pubblici e assunzioni. L’inchiesta – apprendiamo da organi di stampa – non si è ancora conclusa. Ma tutti possono sbagliare e rinascere. Insomma, cittadini di Carovigno, scurdammoce ‘o passato.