Da Santoro lezioni di moralità a Berlusconi: in cattedra una prostituta trans che si vanta di non pagare lo Stato

La “meravigliosa” Efe Bal, “il trans più richiesto d’Italia”, come la definiva una rivista scandalistica solo qualche settimana fa, alle 23.06 di ieri sera è salita in cattedra da Michele Santoro col piglio di una Montalcini all’università e l’autorità morale di Madre Teresa tra i peccatori di Calcutta. Dietro la lavagna, Silvio Berlusconi, sette in condotta per le cene di Arcore, sul pulpito lei, Efe, letterata di fama internazionale grazie al suo best seller “Quello che i mariti non dicono. Confessioni di un trans”. 

La prostituta, che si definisce tale con orgoglio, pontifica sul Cavaliere, ne critica la moralità, ironizza sugli incontri privati di Arcore, da esperta frequentatrice di salotti per verginelle: «Quando mi capita un cliente con 40 anni più di me, come sarebbe Berlusconi, mi fa tenerezza. Siamo stufi, tutti abbiamo capito cosa succedeva ad Arcore. Se io voglio fare una cena elegante io chiamo i miei amici». Brava, appalusi, bis, delirio, orgasmini in studio.

Tutto previsto, visto che Michele Santoro ieri sera l’aveva chiamata come teste a carico di Berlusconi nella puntata-processo sul caso Ruby, nella quale Daniela Santanché s’è trovata assediata dal conduttore e da Travaglio che attingevano a piene mani dalla requisitoria talebana della Boccassini condendo il tutto con spezzoni di interviste a Ruby e di telefonate intercettate. Prima di quel momento, la trasmissione aveva avuto il merito di documentare, in maniera peraltro molto efficace, le aggressioni subite dai militati del Pdl a Brescia da grillini e centri sociali, con bandiere bruciate, insulti e sputi. Poi la serata ha svoltato sul tema della prostituzione, dove Travaglio ha dato il meglio di sè con consueto sfoggio di sarcasmo pruriginoso da ultima fila di cinema a luci rosse. Ma alle 23.06, a sostegno dell’accusa, la “magnifica” Efe ha accavallato le gambe perfettamente levigate da una ceretta a sangue e ha dato alla serata il giusto tocco di eleganza. Non solo accuse a Berlusconi per il suo comportamento lascivo, ma anche posizioni politiche degne di un Pd d’altri tempi. Come quelle sul fisco. «Voglio pagare le tasse sulla mia attività di prostituzione. Ho manifestato davanti al tribunale di Milano per chiedere di contribuire al Paese Ma mestiere di prostituzione oggi in Italia non è riconosciuto dall’Agenzia delle entrate e  io dovrei pagare duecentomila euro di multe…», spiega con orgoglio. È l’apotesi, lo studio è pervaso da odore di incenso e mirra, Travaglio è rubizzo per l’eccitazione, Santoro incassa l’applauso di una claque degna di una televendita di Cesare Cadeo, la “magnifica” scavalla le gambe e si va avanti. Con la benedizione del Vaticano e dell’Agenzia delle entrate.