Contrordine, la Rivoluzione Civile non si fa più. Ingroia scioglie il partito più ridicolo della storia

Bye bye, Rivoluzione Civile non esiste più, si scioglie. Oddio, non ci voleva certo una nota ufficiale dei sette cofondatori per capire che il movimento era imploso, capitolo chiuso. Non ci voleva molta fantasia per capire che dopo il flop del 2,2 per cento all’incirca il partito di Ingroia sarebbe sparito dal firmamento elettorale. Prima di loro lo hanno capito altre formazioni già subito dopo la débacle elettorale. Persino  Lista Civica che è comunque una forza bene rappresentata, ha però preferito togliere il nome Monti dal logo. Quindi, con un bel po’ di ritardo, la nota, firmata da Antonio Ingroia (Azione Civile), Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018), prende atto che Rivoluzione Civile è finita e annuncia il ritiro con accenti altisonanti: «Si è preso atto che le scelte strategiche future dei singoli soggetti sono incompatibili con la prosecuzione di un progetto politico comune, quanto meno nell’immediato». Resta intatta – prosegue- «la stima reciproca tra tutte le forze che hanno dato vita a RC e la volontà di mantenere comunque interlocuzioni finalizzate al profondo cambiamento politico, culturale e sociale dell’Italia. Resta inoltre forte il convincimento che nel nostro Paese la presenza in Parlamento di rappresentanti delle forze unite attorno a Rivoluzione Civile avrebbe portato un arricchimento importante al dibattito per la realizzazione di una legislazione avanzata sul terreno dei diritti sociali e civili, della legalità, dell’etica nella politica e di un nuovo impianto istituzionale. Il contrario – conclude la nota – di quanto purtroppo è avvenuto». Calcolando i tempi lenti di Ingroia – almeno come ce lo consegna Maurizio Crozza in una delle sue “perle” più irresistibili – l’annuncio del ritiro dopo qualche mese di riflessione ci sta pure, ma per gli altri compagni di strada molto meno. Gli sparuti elettori di RC sicuramente lo avevano già capito e certo non cadono giù dal letto per una notizia così “deflagrante”. Semmai la notizia è che ancora esistesse una struttura operativa e una platea di adepti cui segnalare lo scioglimento…