«Ciao mamma». L’Italia in orbita con Luca Parmitano, il figlio delle stelle in missione record con i russi

Cartoline dalla spazio. Comincia con un classico «Ciao mamma» il decollo della missione “Volare” che, tra omaggi alla tradizione astronautica e ossequio alle meno cosmonautiche abitudini italiche, ha portato Luca Parmitano in orbita da dove, immancabilmente, sono arrivati i suoi saluti stellari, rivolti anche alla moglie Kathryn e alla figlia Sara, di sei anni: un po’ di colore sul rigore bianco e nero di un’avventura che mescola codici scientifici ed emozioni incommensurabili. Tutto il mondo è paese, insomma, anche se si guarda dall’immensità degli spazi dell’universo. Del resto qualcuno, dal meno sconfinato microcosmo dei social media, che seguono e aggiornano l’avventura cosmogonica, ha prontamente commentato su Twitter come Parmitano debba sentirsi, in queste fantascientifiche ore, «l’uomo più felice del pianeta», protagonista – insieme ai due colleghi d’equipaggio – di un viaggio galattico intrapreso in nome di un’impresa già definita “da record”. Basterà dire che la capsula con i tre cosmonauti – a bordo della Soyuz volano, insieme a Parmitano, il comandante russo Fyodor Yurchikhin e l’americana Karen Nyberg – si è agganciata alla Iss questa mattina alle 4:16, dopo meno di sei ore di volo. È stato un viaggio da primato, appunto, un vero e proprio inseguimento rapido che ha permesso agli astronauti, per la seconda volta, di attraccare alla Stazione spaziale poche ore dopo il decollo. Il secondo record è quello che Parmitano raggiungerà il prossimo luglio, quando con i suoi quattro passi tra le stelle, sarà il primo astronauta col tricolore a compiere delle“passeggiate spaziali”. Durante la sua permanenza in orbita, Parmitano sarà al contempo uno scienziato e un manutentore della Stazione. Durante le due “passeggiate” si occuperà infatti di lavori di manutenzione sulle “mura” esterne della Iss, sposterà e collocherà strumentazioni scientifiche poste fuori dalla Stazione, e realizzerà attività preparatorie per l’arrivo nel prossimo anno del modulo russo Mlm. Ma questo è futuro, immediato, ma futuro. Per adesso, l’avventura di Parmitano sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) è appena iniziata. Esattamente alle 22.31 di ieri, (ora italiana), quando la Soyuz TMA-09M è partita dalla base russa di Bainkonur, cosmodromo nelle steppe del Kazakhstan, dalla stessa rampa dalla quale decollò nel 1961 la Vostok con a bordo il primo cosmonuata della storia, Yuri Gagarin. Un decollo che ha proiettato il nostro connazionale, astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e pilota sperimentatore dell’Areonautica militare, in orbita a per la missione “Volare” dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Un lancio che lo ha catapultato indelebilmente nella storia delle navigazioni cosmiche e delle conquiste della scienza.