Chiude “La storia siamo noi”, l’unico programma che ha rotto il silenzio su passioni e tragedie della destra

Ha raccontato l’Italia con la tecnica del giornalismo d’inchiesta, in una televisione che spesso ha digerito e veicolato a scatola chiusa solo la storia scritta dai vincitori o quella imposta da chi la governava in quel momento. Ha parlato dell’Italia aprendo per la prima volta squarci sulle passioni e le tragedie della destra italiana, ha sviscerato l’efferato delitto dei fratelli Mattei nella strage di Primavalle, ha fatto parlare Giano Accame e Mirko Tremaglia sulle lacerazioni dell’8 settembre, ha raccontato la strage di Bologna anche nelle sue ipocrite ricostruzioni giudiziarie, ha ospitato Teodoro Buontempo sugli scontri di Valle Giulia, ha analizzato la leadership di Giorgio Almirante, s’è occupata delle foibe, perfino dell’architettura fascista, fino a seguire il Msi nel suo percorso di approdo al Pdl, da quel primo articolo in cui Francesco Storace, sul Secolo d’Italia, teorizzava la necessità di lanciare un’alleanza nazionale.

La storia siamo noi”, di Giovanni Minoli, dopo trent’anni chiude. La Rai dei tecnici, quelli messi lì da Mario Monti per moralizzarla, quelli che investono soldi per la diretta del matrimonio di Valeria Marini o per i quiz sui pacchi di Carlo Conti e altri intellettuali simili, sacrificherà Minoli alla spending review. Secondo un’anticipazione di Repubblica, l’unico programma che provava a spiegare l’Italia agli italiani (e che da qualche anno era confinato in canali secondari della tv di Stato) non ha più motivo di esistere, dopo la fine del ciclo di puntate dedicato alle celebrazioni dell’unità d’Italia. Minoli, un ex socialista craxiano che ha saputo cavalcare la politica (senza peraltro esserne premiato come avrebbe sperato e forse meritato) non è mai stato uno di destra, anzi. La sua “Storia siamo noi” è stato tutto tranne che un megafono della destra,  raccontata sempre con occhio critico e quasi mai benevolo, talvolta fazioso. Ma almeno lui ne ha parlato, ha rotto il silenzio, ha scacciato tabù, con immagini d’archivio, un montaggio  e un ritmo incalzante che recentemente sono valse alla trasmissione un importante riconoscimento (l’Histoty Makers International).

Dall’omicidio del presidente Eni Mattei, all’attentato a  Giovanni Paolo II, al muro di Berlino, alla Moby Prince, alle stragi di Stato, al terrorismo, Minoli a suo modo ci ha ricordato che la storia siamo noi ma soprattutto che nessuno deve sentirsi escluso, facendo il verso a De Gregori. Fino all’arrivo della Tarantola e di Gubitosi, i montiani messi a Viale Mazzini per fare un tv sobria e di qualità. Con Valeria Marini.

Ecco alcuni link di piuntate dedicate da “La Storia siamo noi” alle vicende della destra italiana

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/video/lotto-settembre-e-la-repubblica-sociale/1132/default.aspx

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/dal-msi-al-pdl/890/default.aspx

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/video/primavalle-il-rogo/1142/default.aspx

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/video/michelini-vs-almirante/1139/default.aspx

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/video/assalto-alluniversità/948/default.aspx