Cercasi disperatamente “yes man”: De Magistris ci prova cambiando di nuovo gli assessori

Altro giro di valzer: changé la dame. Nuovo rimpasto della giunta De Magistris, la terza in poco meno di due anni. Nella nuova squadra ci sono il docente Mario Calabrese che ricoprirà il ruolo di assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici. C’è l’ex sindaco di Ercolano, Nino Daniele, che va alla Cultura e turismo.

Ci sono i consiglieri comunali Alessandro Fucito (Patrimonio) e Francesco Moxedano (Personale). Infine, anche la presidente di una cooperativa del gruppo Gesco, Roberta Gaeta nel ruolo di assessore al Welfare. Il sindaco prende nelle sue mani la delega alla Mobilità, ma le funzioni saranno affidate all’ex assessore Anna Donati. Una nuova giunta che arriva dopo le dimissioni dell’assessore al personale Bernardino Tuccillo, quinto assessore a lasciare a due anni dall’insediamento: prima di lui si era dimesso Giuseppe Narducci, assessore alla Legalità, mentre Riccardo Realfonzo al Bilancio, era stato sollevato dall’incarico. Alberto Lucarelli e Sergio D’Angelo, rispettivamente titolari delle deleghe ai Beni comuni e alle Politiche sociali, si erano invece dimessi dopo aver annunciato la candidatura alle elezioni politiche nelle liste di Rivoluzione civile. Il nuovo rimpasto – per i consiglieri del Pdl e di Fratelli d’Italia –non lascia presagire però nulla di nuovo. «Ormai – ha osservato il capogruppo del Pdl Marco Mansueto – il sindaco arancione ci ha abituati alle sue giunte trimestrali. Ogni volta tenta di risploverare la sua immagine per nascondere il suo fallimento. Ma questo è l’ultimo bluff. Dopodiché sarà costretto alle dimissioni perché il dissesto finanziario è alle  porte: c’è il rischio  di non pagare i dipendenti comunali e delle partecipate». A testimoniare il suo fallimento  anche il fatto «che della lista civica “Napoli è tua” è rimasto un solo consigliere comunale, gli altri sono confluiti in altri gruppi di sinistra. In due anni si sono volatilizzati il pm Narducci e Tuccillo, il direttore generale ha rassegnato le dimissioni.  Via anche Realfonso che un anno fa aveva denunciato che i conti del Comune erano in rosso». De Magistris è stato abbandonato da tutti, anche dai suoi più cari amici e fedeli sostenitori.  La nuova giunta? Per Mansueto «vi sono delle vistose incompatibilità: ci sono persone che gestiscono cooperative sociali che hanno lavorato e lavorano col Comune di Napoli. Poi trova rifugio nella nuova giunta l’ex capogruppo del Pd ed ex sindaco di Ercolano. Ci sono due consiglieri comunali Moxedano e Fucito, oggi assessori, che hanno sostenuto per anni il governo Bassolino e Iervolino. Il paradosso è che oggi si trovano in giunta per tentare di coprire gli scempi fatti dalla passata e attuale guida del Comune». Scettico anche Salvatore Guangi, del Pdl: «Non sono gli uomini che cambiano le sorti della città, ma i programmi e fino a oggi De Magistris è stato fallimentare. I nuovi assessori non hanno la bacchetta magica per risolvere i problemi della città, ci vogliono progetti concreti. Ma fino a ora non è dato sapere quali saranno le nuove linee programmatiche. Infatti, De Magistris si è presentato in consiglio comunale che però è andato deserto e quindi ha dovuto ufficializzare i suoi nuovi assessori in conferenza stampa. Anche questo è un segno del decadimento della sua azione politica». Critico anche Marco Nonno, di Fratelli d’Italia: «In un anno e mezzo De Magistris ha cambiato tantissimi assessori, altro che rivoluzionare la città. È la più becera continuità politica degli ultimi vent’anni. Non dà neppure il tempo ai suoi assessori di conoscere la macchina amministrativa che li caccia o li costringe a dimettersi.  L’ultimo è stato Tuccillo, che peraltro è stato un buon amministratore, ma non era uno yes man: si è dimesso prima che lo silurassero. Non so dove andrà a finire la città di questo passo. Peraltro è gestita da imprenditori  del terzo settore che gravitano a sinistra».