Arriva il sì bipartisan al Def: il Pdl chiede al governo più coraggio sull’economia

L’esito del voto era scontato, gli argomenti utilizzati da Pd e Pdl nelle dichiarazioni un po’ meno. Il via libera della Camera al Documento di economia e finanza, il cosiddetto “Def”, ha ottenuto 419 sì, 153 no, con 17 astenuti. In aula il Movimento Cinque Stelle, Fratelli d’Italia, Sel e la Lega hanno votato contro, mentre dal Pd sono arrivati i distinguo maggiori. «Il Def è carente sui temi dell’occupazione e della produttività ma è frutto di un momento eccezionale. Dobbiamo consentire di recuperare la fiducia necessaria per spingere le imprese a investire e le famiglie a acquistare», ha detto Paola De Micheli (Pd). Le ha fatto eco, però, Rosi Bindi, che ha dichiarato di votare sì solo per disciplina di partito. «Il testo della Camera è un cattivo esempio della cosiddetta “pacificazione”, un mascheramento di ciò che in modo esplicito si afferma nel testo stampato della Camera come in quello del Senato e che per quel che mi riguarda non è condivisibile», ha detto la deputata del Pd in una nota. Il Pdl invece, ha chiesto politiche economiche “diverse e di maggior coraggio». Il deputato del Pdl Maurizio Bernardo, nella dichiarazione di voto, ha indicato tra le priorità quella di “vigilare affinché la liquidità vada a sostegno alle pmi e i rubinetti tornino a aprirsi”. Bernardo sottolinea inoltre la necessità dell’aggiornamento del Def, per fare in modo che il documento possa rispecchiare le promesse fatte. Sulle contraddizioni tra le promesse di Letta e quanto contenuto nel Def, ha puntato invece il deputato di Fratelli d’Italia Massimo Corsaro. «Il pacchetto anticipato dal premier prevede un impegno di circa 10 miliardi e contempla tra l’altro lo stop all’Imu e all’aumento dell’Iva, due capitoli sui quali però è costruito il Def».