Arrestato l’aggressore del soldato francese, era stato più volte segnalato ai servizi

Alexandre D., l’aggressore reo confesso di un militare francese alla Defense, il quartiere degli affari alle porte di Parigi, catturato dalla polizia in una banlieue, era stato segnalato, invano, ai servizi segreti francesi lo scorso febbraio: è quanto rivela il sito internet del quotidiano Le Monde. Nonostante le smentite del ministero dell’Interno, continua Le Monde, il 20 febbraio gli 007 che seguono in particolare gli ambienti islamici hanno indirizzato una nota dettagliata sulla radicalizzazione del giovane, in cui figurava fra l’altro la segnalazione di diversi viaggi all’estero. Secondo il quotidiano del centrosinistra, i destinatari della nota – i servizi – decisero di non dar seguito alle informazioni. Alexandre, un convertito, viene ritenuto vicino al movimento del Tabligh, una ramificazione non particolarmente politica e violenta della galassia salafita. A luglio gli furono controllati i documenti durante la preghiera del venerdì in strada a Maurepas, non lontano da dove è stato arrestato. Risultava la stessa persona che fra il 2006 e il 2007 era stato sorpreso con un’arma posseduta illegalmente ed aveva compiuto tre furti, uno con scasso, uno con violenza e uno con violazione di domicilio. Dal 2011, anno in cui viene nuovamente fermato per piccoli reati, comincia il suo cammino verso l’islam radicale. All’ufficio di collocamento cui si presenta, a Rambouillet (Parigi) «esige di non lavorare a contatto con donne», e afferma di «voler andare all’estero a seguire un corso religioso». Sul passaporto, numerosi timbri di Paesi che il ragazzo – che non lavora – ha tuttavia già visitato. Trova lavoro in una macelleria halal, ma l’impiego dura poco, poi viene di nuovo notato da una pattuglia mentre – in “galabia”, barba lunga e copricapo – si comporta in modo strano alla fermata dell’autobus, cercando «di evitare le donne in attesa». Tutte queste note, contenute in un profilo che si presenta come piuttosto inquietante, «non sono state neppure prese in considerazione dai servizi», accusa Le Monde. È un dito puntato verso il governo socialista, il cui presidente Hollande fin da subito tentò di minimizzare la portata del fatto, sostenendo che il ferimento non aveva alcuna analogia con l’assassinio, il giorno precedente a Londra, di un soldato inglese da parte di due estremisti islamici nigeriani, quando invece ne è la fotocopia, con la sola differenza che fortunatamente il soldato francese è sopravvissuto.