Alemanno: «Attenti, Marino non risponde alle domande sui nomadi perché è figlio dell’ideologia di sinistra»

«Marino sulla questione nomadi basta ascoltarlo: quando si parla di quest’argomento lui comincia a parlare di ottimi casi, ammesso che esistano realmente, di persone che hanno possibilità di integrazione, racconta la storia di una ragazza che parla quattro lingue. Questo va benissimo, ma non è il punto, non è questo il problema dei nomadi». Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a margine di una visita al campo di via Candoni, in merito alle posizioni espresse dal rivale del centrosinistra nella corsa al Campidoglio. «Quelli che sono sulla strada dell’integrazione noi li abbiamo sempre aiutati – ha aggiunto – il problema sono invece coloro che non stanno su questa strada, ma hanno un atteggiamento predatorio, e su questo Marino non risponde mai, perché è vittima di quella ideologia di sinistra per cui il nomade immigrato può fare qualsiasi cosa. Noi diciamo invece che la legge è uguale anche per i nomadi, e deve valere per tutti. Ogni giorno noi riceviamo segnalazioni di borseggi e questue moleste nelle metropolitane, furti di metalli di scarso valore ma che comportano l’interruzione di servizi pubblici, abbiamo problemi di accampamenti abusivi. Non tutti i nomadi sono così, c’è anche chi cerca di integrarsi. A fronte di questo abbiamo fatto un Piano nomadi, che ha affrontato diverse difficoltà ma ha permesso di chiudere dieci campi tollerati e di sgomberare 1.076 accampamenti abusivi: risultati importanti mai visti prima, quando si nascondeva la polvere sotto il tappeto e ci si dimenticava dell’emergenza». Contro lo “scandalo” dei Rom “finti poveri” andremo avanti sulla nostra strada, e per farlo chiediamo la mobilitazione e la solidarietà di tutta la città: dobbiamo liberare Roma da tutti coloro che non hanno né un luogo reale dove vivere né un’occupazione legale». Queste persone «vanno cacciate dalla città, non solo dai campi nomadi». E la corsa per il Campidoglio? «Da tutti i segnali che sto ricevendo dico con molta chiarezza che questo ballottaggio lo vincerò io e non ci sono dubbi al riguardo. È impensabile che Roma si affidi a un marziano come Ignazio Marino». La fila davanti agli uffici per il rinnovo delle tessere elettorali «è un buon segno. Speriamo che la gente capisca che l’atteggiamento più sbagliato è quello di non andare a votare. Molta gente non ha votato al primo turno perché riteneva che il dato decisivo fosse quello del ballottaggio».