Al via il festival di Cannes: sulla croisette sfila la Roma gaudente e un po’ “cafonal” di Sorrentino

Si aprono i saloni a Cannes: al via oggi (fino al 26 maggio) le danze di celluloide. Nel carnet ricco del festival d’oltralpe tanto made in Italy sparso nelle varie vetrine della kermesse, e un solo titolo nostrano in gara. Riflettori, e speranze, puntati tutti su Paolo Sorrentino che in concorso porta La grande bellezza, che arriverà nelle sale il prossimo 21 maggio. Nel film del regista de Il Divo, in concorso per la quinta volta consecutiva, di scena Roma, stella sul viale del tramonto: capitale popolata da grigi faccendieri, forzati del divertimento, nobili decaduti e aspiranti protagonisti del jet set. Urbe papalina e epicentro “cafonal” di Dagospia e, ancora, salotto bohemien dell’alta società che ospita giovani rampanti e parvenu dell’ultim’ora. Una Babilonia gaudente e coatta, dolente e disincantata, animata da una fauna disperata che mescola presenzialisti a tutti i costi e abitanti del sottobosco spettacolare, schiere di nottambuli che agitano, dalle terrazze alle ville antiche, la quiete notturna evocando, di sequenza in sequenza, ora atmosfere rarefatte, ora un clima modaiolo ostentatamente fluorescente. Terrazza a cielo aperto di opulenza e vacuità in cui, sotto gli occhi velati di cinismo del giornalista e scrittore Jep Gambardella (un Toni Servillo che ricorda magistralmente il Mastroianni felliniano de La dolce vita), sfila nelle sue disarmanti contraddizioni e nei suoi squallidi segreti (più o meno istituzionali) l’umanità varia ritratta tra sacro e profano da Sorrentino sull’orlo del baratro morale, e affidata a un cast di prim’ordine che va appunto dall’attore feticcio del regista napoletano a Carlo Verdone e Sabrina Ferilli, passando per Iaia Forte, Carlo Buccirosso, Roberto Herlitzka, Pamela Villoresi, Isabella Ferrari, Galatea Ranzi, Giorgio Pasotti, fino al ritorno sul set di Serena Grandi. Ma la carica degli italiani a Cannes non si esaurisce con la troupe di Sorrentino in gara: in un cartellone ricco di appuntamenti cinefili e di eventi mondani, in cui si spartiscono salomonicamente gli spazi proposte francesi e americane, sulla croisette sfileranno anche Valeria Golino, che debutta alla regia con Miele – titolo selezionato per la sezione Un certain regard, che grazie allo spessore drammatico dell’interpretazione di Jasmine Trinca affronta il tema del suicidio assistito – e Salvo, opera prima del duo siciliano Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, chiamati alla sezione La Semaine de la Critique con il loro western mafioso che intreccia malavita e passione. Debutti attesi che nel calendario del festival affiancheranno la riproposta dei capolavori italiani firmati dai maestri di sempre: e allora, nella sezione Cannes Classics di quest’anno ritroveremo La grande abbuffata di Marco Ferreri, che suscitò qualche polemica proprio a Cannes, annata ’73, Il deserto dei tartari di Valerio Zurlini, L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci e Lucky Luciano di Francesco Rosi. Infine, un ulteriore omaggio all’italian style firmato Miuccia Prada, scelta da Baz Luhrman, regista del film d’apertura Il grande Gatsby con Leonardo Di Caprio, quarta rilettura del capolavoro di Fizgerald. Autori e attori sono ai blocchi di partenza: la maratona cinefila è solo all’inizio.