Acque agitate nella Lega, rispunta Bossi e attacca Maroni: «Faccia un passo indietro»

Passate le amministrative, non proprio entusiasmanti, per la Lega a via Bellerio tornano le fibrillazioni. Complice anche le verbose dichiarazioni-sfogo dell’ex tesoriere Francesco Belsito, che ha iniziato a collaborare con i magistrati di Reggio Calabria. In carcere dall’aprile scorso, l’ex leghista dal curriculum “incerto”, ha svelato molti retroscena sulle beghe del Carroccio, arrivando ad accusare Bossi (ma se la prende anche con Castelli) di aver perorato l’apertura del maxi-conto in Tanzania. Il senatùr è tornato in campo con un duro attacco al suo successore. «Mi sento tradito dalla Lega – ha twittato questa mattina – Maroni? Deve fare un passo indietro». Non gli va a genio il segretario troppo intraprendente che «vuole fare tutto, i comizi, le riunioni e tanto altro». Sull’esito del voto, poi,  non ha dubbi: «Abbiamo dato l’immagine di una Lega divisa. Quando c’era io si era tutti uniti. Maroni non deve espellere più nessuno». Arrabbiato, amareggiato, il vecchio capo non molla. «Resto nella Lega – dice Bossi – ma finiamola di far fuori gente».  Dove la Lega non è compatta si perde: è questa la tesi bossiana dopo il calo elettorale (la ferita maggiore a Treviso, storica roccaforte, che non è riuscita a eleggere il sindaco del Carroccio al primo turno .. Basta esplusione, quindi. Il riferimento è alla linea di Maroni che solo due settimane fa ha messo alla porta 14 esponenti leghisti. Il comitato disciplina e garanzia del Carroccio ha esaminato 36 richieste di espulsione accogliendone 14 in relazione alle proteste e alle contestazioni in occasione del raduno padano di Pontida dello scorso 7 aprile. Domani si preannuncia un consiglio federale piuttosto incandescente in vista del congresso che dovrebbe decidere chi tra Salvini e Tosi prenderà in mano il Carroccio.