30mila in marcia per la vita con la benedizione di Papa Francesco

“Mantenere viva l’attenzione sul tema così importante del rispetto della vita umana sin dal momento del suo concepimento”. Papa Francesco ha voluto in questo modo salutare la Marcia nazionale per la Vita e contro l’aborto, che domenica a Roma ha raccolto migliaia di persone. Jorge Mario Bergoglio ha inoltre esortato a “garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza”. Alla Marcia, dal Colosseo a Castel Sant’Angelo, per poi confluire in piazza San Pietro, hanno partecipato 30 mila persone, secondo gli organizzatori, fra istituti religiosi, parrocchie e associazioni laicali pro-life. Con loro il cardinale Burke e vari rappresentanti delle delegazioni straniere, tra cui Jeanne Monahan, presidente della imponente e storica March for Life di Washington. Diversi gli esponenti politici di rilievo, in prima fila dietro lo striscione il sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Sarebbe giusto attuare la legge 194 nella parte in cui si propone di aiutare le donne a non abortire per dare una mano a chi è in difficoltà”, ha detto Alemanno. Tra gli altri erano presenti Maurizio Sacconi, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi, tutti del centrodestra. “Difendere la vita dal concepimento al suo termine naturale è un dovere delle istituzioni ad ogni livello”, ha detto Gasparri, vicepresidente del Senato. “Confortati dal saluto e dall’incoraggiamento di Papa Francesco, andremo avanti con coraggio e fiducia”, dice la deputata del Pdl Eugenia Roccella. Tra boy scout, palloncini colorati e vari cartelli esposti dai manifestanti spiccava una croce di legno con sopra, inchiodati, dei piccoli feti finti. E non sono mancate le polemiche anche intorno a questa edizione della Marcia per la Vita, la terza. “Indietro non si torna, la libertà di scelta è il vero valore della vita – dice il presidente di Radicali Italiani Silvio Viale – e un paese civile si giudica anche dalle leggi che ha su divorzio, aborto e fine vita”. La manifestazione ha innescato anche una polemica tra Alemanno e il suo principale rivale alle elezioni comunali di fine maggio, Ignazio Marino. Il chirurgo candidato del centrosinistra ha attaccato l’avversario: “Non sono alla Marcia per la vita perché non voglio strumentalizzare politicamente un’iniziativa giusta. Io sono per la difesa della vita in ogni suo stadio, ma non si può prendere parte alla marcia solo perché le elezioni comunali sono vicine”. “Nessuna strumentalizzazione, ma convinta adesione a una battaglia in difesa di quei principi non negoziabili – rispondono dal Comitato per Alemanno sindaco – Marino ha memoria corta, altrimenti ricorderebbe perfettamente che il sindaco Alemanno ha partecipato alla Marcia per la Vita anche l’anno scorso”.