Veltroni sotto il fuoco amico di “Repubblica”: «Era nel club Bilderberg». Ma stava a Roma a votare la fiducia

A quelli di Repubblica manca tanto Silvio Berlusconi, allora tirano in ballo gli ex amici. Prendete quanto è successo a Walter Veltroni. Ieri in un articolo di Concita De Gregorio su Repubblica si parlava dei “grandi elettori” del Quirinale e si segnalava un elenco di partecipanti a una riunione dei Bilderberg, tra cui c’era il nostro Obama di Trastevere. Oggi Veltroni ha smentito tutto. Bilderberg, per chi non lo sapesse, è un Fondazione che vede riunite periodicamente alcune personalità mondiali per discutere dei problemi del pianeta. I detrattori lo considerano al pari della Spectre, la lobby dei supercattivi dei film di James Bond. Chi invece non vede complotti internazionali, sa però che il club in questione è qualcosa di leggermente diverso dalle Giovani marmotte. L’iscrizione alla massoneria non viene considerata un handicap bensì un valore aggiunto, i partecipanti in questione sono quasi sempre ultramiliardari o banchieri (non a caso tra gli italiani Mario Monti fa mistero di farne parte). In tutti i casi, l’eventualità che vi abbia partecipato l’ex leader del più grande partito postcomunista d’Europa sarebbe una notizia da far sobbalzare sulla sedia.

Oggi Veltroni ha smentito con poche righe sdegnate. L’ex direttrice dell’Unità ha chiesto scusa. Chi nella vita non ha scritto qualche fesseria scagli la prima pietra. Ecco la risposta di Concita De Gregorio: «Veltroni risulta nell’elenco dei partecipanti alla riunione Bilderberg che si è svolta a Toronto dal 30 maggio al 2 giugno del 1996. È in un gruppo di cinque italiani con Giovanni Agnelli, Bernabè, Monti e Ruggiero. È indicato come editor, The Unit. Ho controllato sulle carte tutti i partecipanti italiani degli ultimi vent’anni ma non ho chiesto a tutti, effettivamente, conferma della loro presenza. Del resto l’elenco dice “partecipanti”, non invitati, perciò non ho dubitato. Mi scuso comunque dell’inesattezza». Basta la smentita? Per noi dietrologi non basta. Ma verificare non era un’impresa da premio Pulitzer. Infatti Veltroni la mattina del 31 maggio era in aula per votare la fiducia al governo Prodi del quale era vicepremier, il 1 giugno era ai funerali di Luciano Lama e il 2 giugno era presente nell’aula di Montecitorio per le celebrazioni della festa della Repubblica. Solo a Repubblica poteva venire in mente un fanta-thriller del genere. Veltroni che, da fresco vicepremier, in piena fiducia al governo Prodi, vola in Canada per la riunione del club dei potenti del pianeta senza che nessuno se ne fosse accorto. Neanche fosse Superman. O Silvio Berlusconi.