Una sola certezza: l’Imu a giugno non si paga. Letta: rispetteremo gli accordi

Mettere in discussione la tenuta del governo non è all’ordine del giorno ma sulla questione dell’Imu Silvio Berlusconi pretende il rispetto degli impegni. E da Berlino, dove ha incontrato Angela Merkel, il premier Letta non fa altro che confermare che saranno rispettati gli accordi presi. Ma altri esponenti del governo, come i ministri Delrio e Franceschini, si limitano a parlare di uno stop a giugno per poi discutere la materia successivamente. La restituzione e l’abolizione dell’Imu sono stati il cavallo di battaglia dell’ex premier nel corso della campagna elettorale per cui – è il ragionamento che si fa a palazzo Grazioli – non si può retrocedere. Letta deve rispettare gli accordi. A gettare acqua sul fuoco, evitando polemiche che potrebbero avere ripercussioni anche interne al Pdl, è il vicepremier e segretario pidiellino Angelino Alfano: “Sull’Imu – ci tiene a ribadire – non c’è mai stato nessun dubbio da chiarire. A giugno non si pagherà”. Smentita anche l’ipotesi che a dicembre possa arrivare una super rata.

Letta sottolinea che il nuovo esecutivo deve essere interpretato più come un’unità di crisi per fronteggiare la più grave emergenza della storia repubblicana che come un governo di larghe intese. Il sottinteso è che il programma molto concreto presentato alle Camere dovrà essere modulato giorno per giorno. Per quanto riguarda l’Imu per ora è congelata la rata di giugno sulla prima casa ma ci sono anche altre urgenze (la cassa integrazione in deroga, il lavoro e il problema degli esodati). Se l’Europa ci concederà degli slittamenti si potrà fare qualcosa di più, ma il vero scoglio è il fiscal compact che dal 2015 richiederà manovre da 40-45 miliardi all’anno, con ogni evidenza non sostenibili senza una profonda opera di manutenzione della spesa pubblica.

In attesa del rientro del presidente del Consiglio, intanto, le diplomazie di Pd e Pdl sono al lavoro per la composizione della squadra dei sottosegretari. Un incontro tra gli sherpa dei partiti c’è stato anche oggi per discutere il numero complessivo e la ripartizione tra le anime che compongono la maggioranza. Dovrebbe essere invece chiusa la partita per la sostituzione del ministro Maurizio Lupi alla vice presidenza della Camera. Un posto che dovrebbe andare a Daniela Santanchè.