«Tocca al Pd fare la prima mossa, ma se si torna al voto vinciamo contro qualsiasi avversario»

«Sul Quirinale noi chiediamo che vi sia una personalità che possa garantire una unità del Paese e che non sia ostile a quei dieci milioni di italiani che hanno votato per il centrodestra». Con queste parole  Angelino Alfano, in una intervista al Tg1 ha ribadito la linea del centrodestra sull’elezione del successore di Giorgio Napolitano. Sull’assenza di un esecutivo, il segretario del Pdl ha ricordato che «sono passati quaranta giorni dal voto e il Pd ha incassato una mortificante reazione dei grillini: un no da parte di Grillo e ha detto di no a una proposta di buon senso ragionevole, che il presidente Berlusconi ha fatto al Pd. Una proposta di collaborazione fatta per il bene del Paese. A questo punto il Pd deve sbloccare la situazione o dire che, per causa proprio del Partito democratico, si torna al voto».

Alfano ha poi spiegato perché il Pdl abbia deciso di organizzare la manifestazione di Bari il 13 aprile. «Per chiedere ciò che abbiamo assunto come impegno di fare quando ci siamo candidati all’ultima campagna elettorale e cioè l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, il rimborsi di quella del 2012 a chi l’ha già pagata e zero tasse per gli imprenditori che assumono giovani. Noi, in mente, abbiamo la crisi delle famiglie italiane e vogliamo rispondere a questa loro difficoltà esattamente mantenendo gli impegni assunti dal presidente Berlusconi durante la campagna elettorale e presenteremo disegni di legge nei prossimi giorni». In caso di ritorno al voto chi è più da temere tra Renzi e Bersani? «Noi non temiamo nessun avversario. Abbiamo le nostre proposte e siamo convinti – conclude Alfano – che, se torniamo al voto, vinciamo contro qualsiasi avversario».