Tempi scaduti per la cig in deroga: il governo trovi le risorse necessarie

A nessuno deve essere sfuggito che oltre alle centinaia di migliaia di esodati, ci sono centinaia di migliaia di “cassintegrati”  in deroga che rischiano di restare senza il loro già magro assegno a partire dal mese di giugno, qualora il governo non dovesse trovare o dovesse tardare a trovare le risorse necessarie, almeno 1,5 miliardi di euro, a garantire il loro unico salvagente in questa crisi. Crisi che certamente non terminerà né dal mese di luglio né dal prossimo anno. Tutti sembrano volenterosi: i presidenti di Camera e Senato che hanno garantito un iter veloce a un eventuale provvedimento. Così anche il ministro Fornero che avrà un confronto con Monti e Grilli la prossima settimana. Lo stesso ministro Grilli ha manifestato la disponibilità del governo, ritenendolo anzi «un dovere», a risolvere il problema del finanziamento della cig in deroga, che potrebbe essere inserito nel decreto legge sui pagamenti della Pubblica amministrazione. Suggerendo al Parlamento di farlo se davvero vuole, purché però si diano «quantificazioni precise» e purché non sia «una nuova spesa corrente», dal momento che il pagamento degli ammortizzatori sociali non è mai stato considerato una «una tantum dall’Eurostat». Problemi tecnici quindi e non solo di risorse.

Problemi di famiglie che davvero stanno vivendo un incubo perché non hanno la benché minima idea di come andare avanti. Qualora non arrivassero puntualmente le risorse degli ammortizzatori, non c’è neanche un nuovo lavoro dietro l’angolo né per  i capi famiglia né per i loro figli, ammesso che siano in età da lavoro, che li aspetti. Dunque il lavoro e i lavoratori continueranno a essere, anzi saranno sempre di più, nel settennato del prossimo presidente della Repubblica, le questioni centrali, i cardini della coesione sociale e, allo stesso tempo, le cause di una grave dispersione di solidarietà nelle famiglie e nelle comunità.

Per questo ci auguriamo come Organizzazione sindacale che il prossimo Capo dello Stato come primo passo intenda ereditare la stessa umanità e la stessa profonda conoscenza che il presidente Giorgio Napolitano non ha mai smesso di dimostrare in questi anni nei confronti delle persone da noi rappresentate e nei confronti di tutto il mondo del lavoro.

* Segretario Generale Ugl